Bambini, tecnologia e genitorialità

Bambini, tecnologia e genitorialità

Bambini, tecnologia e genitorialità

Interessante questo articolo Il Sole 24 Ore che pone questo interrogativo:

Dobbiamo essere onesti: si può essere trascuranti sia lasciando i figli davanti agli schermi che togliendoglieli. Il vero problema allora sono gli schermi o la mancanza di tempo e la disattenzione di cui troppo spesso soffre oggi la genitorialità?

Per quanto tempo posso lasciare il mio bambino, che ha meno di cinque anni, in compagnia di questi strumenti tecnologici?

La risposta dell’OMS è la seguente: mentre i bambini di età inferiore all’anno non dovrebbero avere alcun accesso agli schermi (“no screen time”), per i bambini tra i 2 e i 4 anni il “sedentary screen time” dovrebbe essere al massimo di 1 ora al giorno. Restano fuori da questo calcolo, e dunque dalle restrizioni, il tempo trascorso in videochiamate con i familiari, i programmi che prevedano una partecipazione attiva del bambino (ad esempio, con il movimento) o gli e-book che i genitori leggono insieme al figlio.

Gli autori di un recente studio pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics hanno mostrato che il tempo trascorso con le tecnologie può avere implicazioni sul percorso evolutivo e sugli apprendimenti di un bambino.

Le attuali evidenze scientifiche non sarebbero tuttavia sufficienti a confermare che il tempo trascorso davanti ad uno schermo sia dannoso per i bambini. 

In pratica, altri fattori quali una buona qualità del sonno, la lettura di libri insieme al bambino, l’indole positiva della madre, avrebbero un impatto superiore al tempo trascorso con smartphone, tablet e TV.

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