Unioni civili. Si chiameranno così i nuovi “matrimoni gay”

Unioni civili. Si chiameranno così i nuovi “matrimoni gay”

Unioni civili. Si chiameranno così i nuovi “matrimoni gay”

Unioni civili. Si chiameranno così i nuovi “matrimoni gay” che il governo si appresta a presentare tra pochi giorni. Un disegno di legge copiato nei suoi aspetti essenziali dal modello in vigore in Germania, molto simile al matrimonio tranne che per due aspetti essenziali: non si chiama matrimonio e non si possono adottare bambini esterni alla coppia.

Dopo anni di tira-e-molla su Pacs, Dico e DiDoRe, stavolta sembra quella buona. “Ai vescovi – ha confidato il premier nei giorni scorsi – già l’ho detto. Si mettano l’anima in pace”.
L’aspetto più delicato, sul quale anche i vescovi hanno chiesto a Renzi cautela, è quello che riguarda i figli. Il punto di mediazione è che l’adozione del bambino sarà possibile solo se uno dei due genitori è quello biologico. Un partner potrà adottare il figlio naturale dell’altro. Nessun affidamento insomma di bambini esterni alla coppia.

Per il resto, i diritti (e doveri) saranno quelli del matrimonio tradizionale, reversibilità della pensione, diritto alla successione in caso di morte e possibilità di assistenza negli ospedali e nelle carceri, partecipazione ai bandi per le case popolari, sussidi fiscali…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *