Rubrica di Psicomotricità: le domande più frequenti

Rubrica di Psicomotricità: le domande più frequenti

Rubrica di Psicomotricità: le domande più frequenti

Spesso le mamme mi contattano raccontandomi:  “a scuola mio figlio è molto irrequieto e aggressivo e le maestre mi hanno consigliato di fare un percorso di psicomotricità!”. Altre invece mi dicono di essere preoccupate perché il figlio o la figlia fa fatica a socializzare con i compagni o non va volentieri a scuola. E mi chiedono se la psicomotricità possa aiutarli.

Proverò quindi a rispondere alle domande più frequenti:

Mio figlio è aggressivo e irrequieto a casa faccio fatica a gestirlo e anche le maestre si lamentano. Può aiutarlo un percorso di psicomotricità?

Facciamo un passo indietro, chiediamoci perché i bambini mostrano segnali di disagio, cosa vogliono faticosamente comunicare agli adulti che si prendono cura di loro.

Cerchiamo di raccogliere le richieste che ci stanno facendo, facciamoci domande, capiamo insieme quale messaggio si nasconde dietro questi atteggiamenti di disagio. Il gioco psicomotorio offre a questi bambini un contenitore sicuro e accogliente attraverso cui far venire alla luce le proprie difficoltà; mettendo a disposizione uno spazio e un tempo per elaborare e trasformare i vissuti di disagio.

I bambini attraverso il gioco raccontano, a chi sa ascoltare, il proprio mondo interno. La psicomotricista avrà per le mani qualcosa di molto prezioso e sarà suo compito averne cura; rispettando la storia di ciascuno e sostenendo l’intera famiglia nel processo di consapevolezza e di conoscenza delle problematiche del proprio figlio o della propria figlia.

Quindi la psicomotricità è consigliata solo a quelli che spesso a scuola vengono definiti “bambini difficili”?

Assolutamente no. Il gioco psicomotorio è uno strumento attraverso cui favorire l’espressione dei contenuti emotivi dei bambini al fine di promuovere una crescita armonica e l’acquisizione della propria identità. Chiunque abbia la possibilità di esprimersi, di elaborare e verbalizzare le proprie esperienze avrà acquisito una competenza in più (e vale anche per gli adulti!).

I bambini attraverso il gioco esprimono ed elaborano parti importanti delle loro esperienze. La psicomotricista accompagna e promuove, in un contesto non competitivo, questo processo in un’ottica di prevenzione e promozione del benessere, non solo quindi in un’ottica terapeutica.

I bambini durante gli incontri di psicomotricità cosa fanno?

Ogni incontro di psicomotricità si articola in quattro momenti:

  • Il rituale iniziale in cui i bambini seduti in cerchio si salutano, dicono i loro nomi e ricordano le regole.
  • Il gioco, in cui vengono proposti dei materiali non strutturati (cubi, parallelepipedi, stoffe, corde, palle e cerchi) attraverso cui i bambini sono liberi di scegliere, sperimentare, inventare qualsiasi esperienza di gioco. Accompagnati dalla psicomotricista che interverrà e diventerà lei stessa parte del gioco qualora i bambini lo richiedano.
  • Finito il tempo dei giochi, i bambini sono invitati a sdraiarsi nei tappeti e la psicomotricista racconterà loro una storia che ripercorrerà, con altri personaggi, il topos dei giochi appena conclusi.
  • Un cerchio finale in cui si chiede ai bambini di lasciare una traccia dell’esperienza svolta, attraverso l’elaborazione libera di un disegno.

Da che età è possibile frequentare un percorso psicomotorio?

I gruppi psicomotori senza la presenza dei genitori in sala sono pensati per bambini dai tre anni in avanti. Per i bambini dai sei ai trentasei mesi sono previsti gruppi psicomotori con la presenza di un genitore che partecipa attivamente alle proposte.

Di solito quanto dura un percorso di psicomotricità?

Un ciclo è composto da 8 o 10 incontri a cadenza settimanale ed è previsto, di solito un incontro di restituzione finale individuale e/o collettiva.

Spero di aver risposto alle domande più frequenti, se leggendo ve ne sono sorte altre non esitate a scrivermi all’indirizzo: psicomotricita.melogranobo@gmail.com

Anna Ginzburg, psicopedagogista e psicomotricista iscritta ad ANUPI.

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Anna Ginzuburg

Anna Ginzburg, psicopedagogista e psicomotricista iscritta ad ANUPI. Coordinatrice pedagogica di un piccolo gruppo educativo. Svolge consulenze psicopedagogiche e conduce gruppi di psicomotricità per bambini/e dai 12 ai 36 mesi accompagnati dai genitori e gruppi di bambini dai 3 anni in avanti, presso l’associazione Melograno in via Montebello n.7 Bologna psicomotricta.melogranobo@gmail.com www.melogranobo.org

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