Reborn Dolls e le mamme di bebè in silicone

Reborn Dolls e le mamme di bebè in silicone

Reborn Dolls e le mamme di bebè in silicone

In Italia, il blogger Vincenzo Maisto ha scoperto un gruppo chiuso su Facebook (Il mio bimbo speciale) organizzato da mamme con bimbi finti in cui raccontano come utilizzano le cosiddette Reborn Dolls, in pratica neonati finti identici a bambini veri.

Una “mamma” pagava una baby sitter per custodire una pupazza quando lei usciva (“Parli a basse voce, la bimba dorme”); una che ha scatenato un parapiglia in un centro commerciale perché aveva dimenticato la bambina (finta) in macchina, sotto il sole. Nutella per simulare la popò.

Sono bambole iper-realiste, copie perfette di bebè in carne e ossa. Immaginate incontrare una mamma che, nel marsupio, invece di un bimbo vero, si porta in giro una di questi finti bebè…

Il giornalista Michele Giordano ne ha incontrata una. Una “mamma” che  gli parlava, sussurrava i diminutivi che tutti sentiamo rivolgere a neonati. Ha quindi condotto una ricerca in rete scoprendo questo che definisce un mondo allucinante, più orrorifico che ludico.

Il fenomeno nasce negli Usa alla fine degli anni 80. Spendendo da 500 a 20mila euro, si può ordinare, anche in rete, una copia perfetta di un pargolo con capelli veri, battito cardiaco, vocetta, piccole vene e anche macchie di latte.

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