Quando in prigione ci vanno i bambini: lo stato del Diritto

Quando in prigione ci vanno i bambini: lo stato del Diritto

Quando in prigione ci vanno i bambini: lo stato del Diritto

I minori che transitano ogni anno dietro le sbarre sono 100mila. In Europa sono 1 milione e mezzo. Le loro madri, rappresentano un universo di cui si parla poco e a cui è negato il diritto ad una pena alternativa previsto dalla legge. Eppure sarebbe un bel risparmio per lo Stato che ogni giorno spende 80 euro per detenuto. Una realtà che rischia di peggiorare con i nuovi tagli imposti dalla spending review.

Le case famiglia sono la loro unica possibilità, ma in una metropoli come Roma si riducono a 6 unità abitative, per un totale di 36 posti disponibili per l’intera popolazione carceraria del Lazio, che arriva a 5mila 680 presenze, di cui 2395 stranieri (dati Dipartimento amministrazione penitenziaria al 31 ottobre 2014). A Milano la situazione è leggermente diversa e a occuparsi della gestione è il privato sociale. Nel territorio di Napoli e Salerno invece non sono contemplati  interventi di questo tipo, quindi per i detenuti non esistono case famiglia. Stessa situazione anche in Sicilia, mentre in Trentino Alto Adige il servizio è svolto dalle associazioni di volontariato cattoliche, che gestiscono 2 case famiglia per un totale di 23 posti in tutto.

Mai come oggi questa situazione è stata al centro di profonde riflessioni sullo stato del diritto, che al suo interno sembra essere sospeso in virtù di una legge non scritta che non risparmia neppure i più deboli.

Questo interessante articolo di Repubblica.it approfondisce una tematica ancora scarsamente dibattuta. Ma i bambini sono bambini, anche in carcere.

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