Quando i figli adottivi cercano i genitori biologici che non si fanno trovare

Quando i figli adottivi cercano i genitori biologici che non si fanno trovare

Quando i figli adottivi cercano i genitori biologici che non si fanno trovare

“Con l’età, ho sentito sempre più impellente il bisogno di conoscere le mie origini: mi sentivo una persona incompleta, una monade. Ho avuto un’adozione felicissima, sono stata molto amata dai miei genitori adottivi e li ho molto amati. Ciò non toglie che qualsiasi essere umano ha la necessità esistenziale di sapere a che cosa è collegato e a chi”.

E ancora: ” Purtroppo sono riuscita troppo tardi: era morta. Ma conoscere i miei fratelli è stato uno dei momenti più belli della mia vita”.

Ci sono 400mila cittadini viventi che hanno diritto alle loro origini.

Perchè accade ciò?

In questo articolo viene spiegato che c’è un disegno di legge approvato alla Camera e arenato in commissione bilancio al Senato, che modifica le disposizioni sull’accesso alle informazioni sulle origini del figlio non riconosciuto alla nascita. Chi è contrario afferma che bisogna tutelare l’autodeterminazione della donna, chi è favorevole invece sottolinea come ci siano grossi fraintesi in merito, in quanto l’autodeterminazione verrebbe comunque tutelata.

Per approfondire l’argomento è possibile leggere la storia che Emilia Rosati ha raccontato in un romanzo, “Frammenti ricomposti. Storia d’amore e di giustizia” ed il saggioIl parto anonimo’ a cui aveva collaborato in precedenza e che si può considerare il manuale più completo che esiste al momento perché tratta la parte giuridica, la parte filosofica e psicologica e la parte politica e sociale. Coautrici sono Stefania Stefanelli, e Anna Arecchia, presidente del Comitato nazionale per il diritto alle origini biologiche.

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