Prati di Caprara: può Bologna permettersi di abbattere decine di ettari di bosco urbano?

Prati di Caprara: può Bologna permettersi di abbattere decine di ettari di bosco urbano?

Prati di Caprara: può Bologna permettersi di abbattere decine di ettari di bosco urbano?

In una città dove l’inquinamento è in costante crescita e le malattie respiratorie sono la terza causa di morte, scelte urbanistiche che salvaguardino il suolo e le aree verdi sono vitali per permettere la crescita armoniosa della città e proteggere la salute dei suoi cittadini e cittadine.
Gli alberi e gli spazi verdi giocano un ruolo fondamentale:
un ettaro di alberi può assorbire, in città, 75 kg di polveri sottili, 40kg di biossido di azoto e 4 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.
Può Bologna, una delle città più inquinate d’Italia, permettersi di abbattere decine di ettari di bosco urbano?

Questo è ciò che si chiedono i cittadini, questi sono i post che troviamo nei social network nei gruppi di genitori. A ciò si aggiunge Coalizione Civica che ne discute e sul piede di guerra c’è anche il comitato ‘Rigenerazione no speculazione‘.

L’area è oggetto di dibattito perché rientrante nei piani di riqualificazione di Palazzo D’Accursio con un progetto di bonifica del suolo e della costruzione di un polo scolastico, con annesse aree residenziali.

I cittadini chiedono di destinare l‘area a verde pubblico e si oppongono al disboscamento.

Il sindaco Virginio Merola risponde direttamente sul tema a una sollecitazione di Coalizione civica.

“Noi stiamo parlando di un’area dismessa”, una zona “che va bonificata, sono ex caserme militari. Se vogliamo che quell’area abbia una forte realizzazione a verde“, è necessario pretendere “che si facciano le bonifiche ambientali e prima di tutto si veda se ci sono delle mine”. La zona dei Prati di Caprara est, dove sorgerà un nuovo quartiere con alloggi e una scuola, è oggi “un’area a verde perché è stata abbandonata da più di vent’anni, perché fino a poco tempo era area militare cosiddetta invalicabile, con tutti i problemi che ci ha creato in questi anni”: fra i problemi, senz’altro quello di baraccopoli che spuntavano dal nulla nonostante gli sgomberi da parte della municipale, ed è proprio a questo argomento che fa riferimento il sindaco quando in aula risponde alle immagini pubblicate online dal comitato “Rigenerazione no speculazione” del prima e del dopo disboscamento: “Bene, ci sono altri cittadini che con insistenza hanno chiesto all’assessore Aitini di non permettere a ridosso delle loro abitazioni, approfittando della vegetazione, accampamenti vari. Quella è un’area, oltretutto, di bonifica ambientale. Siccome ci dobbiamo ascoltare tra cittadini bisogna sapere che ci sono anche dei cittadini che del bellissimo parco spontaneo e naturale ne hanno le scatole piene e che quest’amministrazione comunale, sollecitata spesso da consiglieri comunali di tutte le parti, periodicamente interviene lì per togliere questi assembramenti”.

Il comitato Rigenerazione no speculazione auspica invece che “la giunta e il consiglio comunale riacquisti sia la ragione sia il sentimento, e riconosca nei Prati di Caprara quello che oggi sono: un patrimonio pubblico inestimabile di servizi ecosistemici,  che il tempo ha regalato alla città, e che gli interessi privati o pseudo-pubblici vorrebbero distruggere” e ricorda “al sindaco che la bonifica bellica è commisurata agli usi che si vogliono fare di un’area: se si vogliono fare fondamenta per edifici di 10 piani, occorre scavare e sradicare alberi decennali, se si intende destinare l’area a parco lo scempio attualmente in corso non sarebbe necessario”.
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