Obbligo di vaccinazione dei medici: passo importante per la tutela dei bambini malati

Obbligo di vaccinazione dei medici: passo importante per la tutela dei bambini malati

Obbligo di vaccinazione dei medici: passo importante per la tutela dei bambini malati

Vaccinarsi,  per medici e infermieri è un atto di civiltà e sancisce una garanzia fondamentale per i pazienti piu’ fragili.

Vaccini obbligatori per lavorare nei reparti ospedalieri più a rischio. Dopo aver fatto da apripista sull’obbligo dei vaccini nei nidi, l’Emilia-Romagna prova a ridurre il rischio di contagio nelle sue strutture sanitarie.

AGEOP RICERCA ONLUS, associazione genitori di oncoematologia pediatrica, applaude l’obbligo di vaccinazione per medici e infermieri ospedalieri dell’Emilia-Romagna ed è d’accordo con la decisione del documento regionale varato dalla giunta Bonaccini in cui si legge in una nota“e’ un atto di civilta’ e di doverosa tutela verso i pazienti piu’ fragili, nonche’ una protezione utile per gli operatori sanitari”.

Aggiunge a queste parole Andrea Pession, Direttore della Pediatria al Sant’Orsola “drammatico come medico pensare che sia necessaria una legge per convincere i colleghi a vaccinarsi. L’immunizzazione degli operatori sanitari nei confronti di malattie come il morbillo o la varicella e’ fondamentale per tutelare la vita dei pazienti piu’ fragili ma, stante i dati forniti, la scelta della Regione Emilia-Romagna d’introdurre l’obbligo, almeno per chi lavora nei reparti piu’ a rischio diventa assolutamente indispensabile”.“

Si tratta insomma di un “passo importantissimo che portera’ ad un grande miglioramento della qualita’ di cura“, afferma Francesca Testoni, responsabile di Ageop. Che boccia le prese di posizione critiche arrivate nei giorni scorsi dai sindacati e chiede che l’obbligo venga esteso anche al personale che fa le pulizie.

Questo il testo originale del comunicato stampa AGEOP

 Il documento regionale sui Vaccini è un atto di civiltà e di doverosa tutela verso i pazienti più fragili, nonché una protezione utile per gli operatori sanitari “Il documento regionale che introduce, per operatori sanitari in settori a rischio, l’obbligo di dimostrare la loro immunizzazione nei confronti di morbillo, parotite, rosolia e varicella è un passo importantissimo che porterà ad un grande miglioramento della qualità di Cura – afferma Francesca Testoni, responsabile di AGEOP, associazione che dal 1982 opera all’interno del Reparto Lalla Seràgnoli del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna – questa norma introduce finalmente un sistema di tutela che sancisce una garanzia fondamentale per i pazienti più fragili e si riflette positivamente sugli operatori sanitari. Come associazione genitori di Oncoematologia Pediatrica non possiamo che essere d’accordo. Più volte abbiamo sottolineato l’importanza di questa decisione che adesso arriva e quindi ringraziamo l’assessore Sergio Venturi”. “E’ drammatico come medico – aggiunge il professor Andrea Pession, direttore dell’UO Pediatria del Policlinico S. Orsola – pensare che sia necessaria una legge per convincere i colleghi a vaccinarsi. L’immunizzazione degli operatori sanitari nei confronti di malattie come il morbillo o la varicella è fondamentale per tutelare la vita dei pazienti più fragili ma, stante i dati forniti, la scelta della Regione E R d’introdurre l’obbligo, almeno per chi lavora nei reparti più a rischio diventa assolutamente indispensabile”. “Sono moltissimi i bambini con patologie oncologiche – sottolinea il dottor Arcangelo Prete, responsabile UO Oncologia, Ematologia e Trapianto di cellule staminali del Policlinico S.Orsola – che hanno un sistema immunitario debole o affatto funzionante e non possono essere vaccinati. Il rischio, per loro, diventa ancora più grave se sono stati, o sono, sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Quando indossiamo la cintura di sicurezza chiamata “vaccino”, allacciamo anche la cintura di sicurezza a 1500 bambini che ogni anno ammalano di tumore e a 600 bambini che ogni anno ricevono un trapianto di cellule staminali emopoietiche”. “Pensare che un medico o un infermiere possa assistere un bambino malato di cancro o leucemia – riprende Testoni – senza preoccuparsi del rischio di trasmettergli malattie come il morbillo è di per sé terribile con questo documento, arriva per noi genitori una rassicurazione fondamentale. Riteniamo, infatti, che a tutti coloro che entrano nelle camere dove i bambini lottano per la vita, compresi gli addetti alle pulizie, dovrebbe essere richiesta l’immunizzazione dalle malattie previste nel decreto. Un conto infatti è dover difendere i propri figli da altri genitori presi nelle maglie della disinformazione (situazione che resta comunque per noi grave e che va combattuta con una comunicazione efficace e una buona divulgazione della cultura scientifica), ma correre rischi nei luoghi di cura ad alta specializzazione, e da chi dovrebbe aver studiato per mettere la propria vita al servizio della scienza e dei pazienti è paradossale. Si leggono posizioni di esponenti politici e addirittura di sindacati dei medici – conclude Testoni – favorevoli ai vaccini (ci mancherebbe!) ma non all’obbligo. Con queste posizioni chi si tutela? I pazienti? Il personale sanitario? Quale arbitrio si vuol difendere? La libertà di un medico, che ha in cura nostro figlio malato di cancro o leucemia, di contagiarlo con il morbillo quando è debole e immunodepresso e quindi di ucciderlo? Siamo molto preoccupati per le posizioni irresponsabili che legittimano una dilagante cultura anti-scientifica e regalano assist agli antivaccinisti. Basta alle strumentalizzazioni politiche per essere contro a prescindere, in nome di una libertà che non contempla quella degli altri, in particolare dei più deboli che in questo caso sono i nostri figli”.

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