Non è un paese per mamme

Non è un paese per mamme

Non è un paese per mamme

Una cosa strana capita nei favolosi anni 2000, dove tutto dovrebbe essere più progredito, più evoluto, più facile e più moderno. Capita che a tutt’oggi essere una donna e in aggiunta essere mamma e in aggiunta essere lavoratrice sia ancora complicato. Aggiungiamo con un pizzico di polemica che nel nostro paese (almeno a confronto dello standard europeo) sembra ancor più complicato. Abbiamo chiesto a una nostra collaboratrice che si occupa di risorse umane per una grande azienda un suo post e la prima riga, qui sotto, non lascia adito a perplessità.

W.B.I.- Non nascondiamoci dietro un dito: nel nostro paese fare un figlio è un suicidio professionale. Le persone e le aziende non hanno praticamente nessun supporto dal nostro welfare e l’unica cosa che può fare la differenza, se non si è Angelina Jolie, è l’aiuto degli altri, in particolare dei nonni.
Non solo mi è capitato di sentire con le orecchie di questa testa che “… C’è il problema di piazzare una che rientra e usufruisce dell’allattamento”, ma anche di sentire che non era il caso di prendere in considerazione una collega per un incarico di maggiore responsabilità perché “ha 30 anni e potrebbe fare un figlio da un giorno all’altro”… La cosa triste è che sentire parlare così non mi stupisce più e tanto meno mi scandalizza.
Un po’ meno demonizzata è la malattia, perché quella non te la sei andata a cercare, ma non illudiamoci: i buchi temporali suscitano sempre degli interrogativi, a meno che il recruiter non stia dormendo al posto di esaminare il vostro cv.
Se proprio non potete esimervi dal lasciare dei vuoti, dovete almeno prepararvi a rispondere a delle domande. Di solito essere onesti funziona, ma se potete dato risalto a quelle attività che magari non ritenevate di inserire in un cv e che comunque vi hanno mantenuto attive in questo periodo di assenza dal lavoro: babysitter/dogsitter/volontariato/corsi di formazione. Insomma, chi legge il vostro cv vuole vedere che vi siete date da fare.
Se siete state a casa in gravidanza, ricordatevi che il vostro bambino vi insegna qualcosa tutti i giorni, come a gestire gli imprevisti, gestire lo stress, aumento delle capacità di problem solving, pensiero laterale ecc ed è giusto raccontarlo.
Quando mi è capitato, invece, di incontrare persone che erano state assenti per malattia, vi dirò che praticamente sempre erano queste ad insegnare qualcosa a me, a ridimensionare i problemi e ad affrontare le sfide con maggiore ottimismo, quindi non abbiate timore a raccontarvi nel colloquio e non inventare nulla nel cv!
Se vi dovete rimettere in pista iniziate da internet: caricate i cv sui siti delle aziende, perdete tempo a creare un profilo accurato su Linkedin, con una bella foto, possibilmente con gli abiti con cui andreste al lavoro (no palme sullo sfondo, no bikini!), perché ricordatevi che l’abito fa il monaco eccome!
Se preferite il tradizionale sistema di invio dei curricula cartacei presso le aziende, i cui indirizzi avrete trovato magari su riviste specializzate, ricordatevi che la carta, il carattere che usate, l’impaginazione, parlano di voi.
Considerate inoltre i centri dell’impiego e le agenzie di lavoro interinale, mentre i concorsi pubblici vengono regolarmente pubblicati sulla Gazzetta ufficiale con tutte le istruzioni del caso.
Last but not least diffidate di qualunque attività dove per iniziare a lavorare vi chiedono un investimento iniziale di soldi o la partecipazione, propedeutica all’inizio dell’attività ad un corso a pagamento; siamo seri: siete voi che dovete essere pagate!!!

Per approfondire, suggeriamo alcune letture:
http://27esimaora.corriere.it/articolo/cera-una-volta-il-lavoro-facile/
http://27esimaora.corriere.it/articolo/mamme-e-figli-tornare-al-lavoro-fa-bene-a-entrambi/
http://27esimaora.corriere.it/articolo/in-equilibrio-tra-maternita-lavoro-carriera-si-puo-essere-meno-acrobate/
http://27esimaora.corriere.it/articolo/mamme-e-lavorofino-a-che-punto-si-puo-resitere/
http://archivio.panorama.it/economia/Manager-italiane-con-Indra-Nooyi-Pepsi-Prima-mamme-poi-imprenditrici
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2012/08/20/news/mamme_sane_e_felici_con_il_lavoro_full-time-41218831/
http://www.mammaelavoro.it/
http://www.donnamoderna.com/salute/vivere-meglio/mamme-donne-lavoro-crisi
Lettura: Le Mamme Ce La Fanno – Gualmini Elisabetta – Mondadori

Twitter: @direfareaggrega #nonèunpaesepermamme, 101 caratteri per dire la Vostra!!

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