Maternità in Italia: ecco il rapporto “Mamme in arrivo” di Save the Children

Maternità in Italia: ecco il rapporto “Mamme in arrivo” di Save the Children

Maternità in Italia: ecco il rapporto “Mamme in arrivo” di Save the Children

Nonostante in Italia ci sia una qualità diffusa nell’assistenza alle “mamme in attesa”, o che hanno appena partorito, non mancano alcune criticità. Ci sono ancora sensibili differenze territoriali e accadono perciò tragedie evitabili, come la morte della piccola Nicole a Catania. Il 29% dei Punti Nascita non è in linea con i parametri.

C’è un eccessivo ricorso ai parti cesarei, con punte più elevate in Campania (61,5%), Molise (47,3%), Puglia (44,6%), Sicilia (44,8%). La differenza territoriale si riscontra anche rispetto alla mortalità infantile che, pur tra le più basse al mondo, fa registrare un +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia (4,8 bambini che perdono la vita entro il primo anno, su 1000 nati vivi), Campania (4,1), Lazio (3,9) e Liguria (3,8).

Questo bellissimo approfondimento sulla maternità in Italia è frutto del Rapporto “Mamme in arrivo” presentato da Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e a difendere i loro diritti e che ora si propone di stabilire una road map per la messa in sicurezza e l’umanizzazione di tutta la rete dei punti nascita.

“Con il rapporto Mamme in arrivo – ha spiegato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children – abbiamo cercato di documentare le disfunzioni di una rete sanitaria che, pur essendo riconosciuta come una delle migliori al mondo, non assicura dappertutto e in ogni circostanza le condizioni di sicurezza fondamentali, come accaduto per la bambina neonata di Catania la cui morte è inammissibile”.

Il rapporto mette in luce come nel nostro Paese ci siano 521 Punti nascita, di cui quasi 1/3 potrebbe essere considerato “fragile” in termini di sicurezza assistenziale, sia perché non vi si effettuano con regolarità parti naturali, sia per insufficiente disponibilità di personale medico/ostetrico e di servizi di trasporto materno e neonatale di emergenza.
Ma, al di là del parto, si affrontano altre tematiche importanti che evidenziano ulteriori criticità per quei genitori che si trovino ad affrontare la notizia di un grave handicap del proprio piccolo o la permanenza del neonato in una terapia intensiva.

Altro tema affrontato è relativo alla data in cui le donne decidono di aver una gravidanza, la presenza di consultori (In Valle D’Aosta il numero maggiore di consultori, seguono Toscana ed Emilia Romagna) e la loro rilevanza operativa determinata dalla compresenza di diverse figure professionali quali ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sociale, pediatra. Il rapporto declina la funzione che il consultorio dovrebbe garantire, ma sottolinea come ciò spesso non accada per una serie di ragioni quali scarsità di fondi – pochissime regioni hanno previsto appositi capitoli di bilancio per i consultori.

Vi abbiamo dato abbastanza ragioni per approfondire l’argomento? Speriamo di sì!
Ecco qui il Rapporto Save The Children “Mamme in arrivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *