Mamma: hai deciso di donare il cordone ombelicale? Questo sì che è un bel regalo!

Mamma: hai deciso di donare il cordone ombelicale? Questo sì che è un bel regalo!

Mamma: hai deciso di donare il cordone ombelicale? Questo sì che è un bel regalo!

Donare per credere! Tanto si discute dell’importanza di donare il proprio cordone ombelicale (donazione del sangue del cordone ombelicale, per la precisione) al momento del parto ma… poco si fa! Che sia perché il ginecologo non “sollecita” le proprie pazienti a farlo? Che sia perché ancora non si sia compresa la vera importanza di questo gesto? Che sia perché oggi si preferisce conservare il proprio cordone nelle banche private, a pagamento e per il proprio figlio?
Bene (cioè male) indipendentemente dalla causa… ancora non si dona abbastanza.
Allora approfondiamo l’argomento!

Il cordone ombelicale costituisce il legame vitale tra mamma e bambino.
Per tutta la gravidanza è l’inestimabile fonte di nutrimento che aiuta il feto ad alimentarsi e crescere fino al giorno del parto.

Il cordone ombelicale durante la gestazione, compie il suo ciclo di ossigenazione grazie ai tre vasi sanguigni che lo compongono. Viene reciso appena il neonato viene alla luce. Ciò che ne rimane è il forellino che tutti noi abbiamo sul ventre: il famoso ombelico.
Al momento della nascita il cordone ombelicale racchiude in sé una ricchezza eccezionale. Il suo sangue è, infatti, una preziosa sorgente di cellule staminali emopoietiche capaci di produrre continuamente globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Presenti anche nel midollo osseo e nel sangue periferico, le cellule staminali emopoietiche hanno un’importanza vitale nella cura di molteplici patologie ematologiche, metaboliche e immunitarie.

Ecco perché informarsi sulla donazione e conservazione del sangue del cordone ombelicale è fondamentale.
Con un solo gesto, tu mamma e tu papà, avrete la possibilità di salvare vite in difficoltà, afflitte da serie patologie come leucemie e linfomi, anemie e talassemie. La donazione e conservazione del sangue cordonale e il relativo trapianto di cellule staminali emopoietiche, danno oggi una reale speranza a chi soffre. Domani potreste essere voi i loro eroi.

La donazione del sangue da cordone ombelicale è una procedura assolutamente indolore, sicura e non invasiva, né per la mamma né per il neonato. Può essere riassunta come un grande gesto di solidarietà. Per donare basta solo avere le informazioni giuste che ti guidino con semplicità nel tuo percorso.

Ecco nella nostra città e Provincia dove si può donare (e qui i contatti):

– Ospedale S.Orsola Malpighi

– Ospedale Maggiore

– Ospedale di Bentivoglio

Per la precisione è in Emilia-Romagna la nostra cara BANCA PUBBLICA!

Presso il Policlinico S.Orsola Malpighi in Via Massarenti – 40138 Bologna.

Per informazioni, rivolgersi al proprio ginecologo, agli operatori dei reparti di ostetricia, agli operatori del Servizio trasfusionale dell’ospedale. È inoltre possibile rivolgersi a:

  • Centro Riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna 051 6363.665; l’email è airt-crter@aosp.bo.it.
  • numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033.033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.

Qui potete trovare il bellissimo opuscolo che è stato creato dalla Regione Emilia-Romagna per diffondere correttamente informazioni sull’argomento. Vi consigliamo di leggerlo e, se possibile, di divulgare alle vostre amiche mamme che devono ancora fare la loro scelta. L’opuscolo, rivolto a tutte le donne che stanno per partorire, spiega nella forma agile delle “domande e risposte”, con un linguaggio semplice e immediato, l’importanza di questa donazione: come avviene, a quali persone malate può offrire una possibilità di cura, fornendo indicazioni utili su cosa fare e a chi rivolgersi per saperne di più e per comunicare la propria volontà.E la famosa (e costosa) donazione presso strutture private e dedicata al proprio figlio?

In Italia è vietata  la conservazione del sangue cordonale per uso autologo, destinata a favore del bambino che ha donato il sangue, perché non è stata ancora dimostrata la sua reale utilità, né in base alle conoscenze scientifiche, né in base alla pratica clinica. Per ottenere migliori risultati nella cura di malattie del sangue è preferibile usare cellule provenienti da una persona diversa dal malato perché in questo modo aumenta l’effetto immunologico delle cellule trapiantate.
Inoltre, la conservazione del sangue cordonale per uso autologo riduce ulteriormente la probabilità di trovare un’unità di sangue compatibile per la cura dei malati: solo aumentando il numero di donazioni, aumenta la probabilità di avere unità di sangue cordonale idonee per il trapianto.

E per questo noi di DireFareAggregare divulghiamo!

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