“Lo stress di genere”. Questa la causa di femminicidi e “figlicidi?”

“Lo stress di genere”.  Questa la causa di femminicidi e “figlicidi?”

“Lo stress di genere”. Questa la causa di femminicidi e “figlicidi?”

È  possibile che dietro i sempre più frequenti casi di violenza contro le donne e contro i minori da parte delle stesse madri, vi siano anche cause cliniche legate allo stress?
A questo quesito risponde il “progetto Stress”, recentemente messo a punto da un team medico scientifico, diretto da Sabrina Ulivi, psicologa clinica, psicoterapeuta e psiconeuroimmunologa.

Sono in poche a denunciare le condizioni di vita a cui sono costrette oppure a manifestare disagio e malessere psicologico. Dove dovrebbero farlo? Ad oggi sono veramente pochi i Servizi, con la esse appositamente maiuscola, messi in campo per questo ambito specifico. Si stima che il sommerso si attesti oltre il 90%.

E non basta pensare limitatamente alle donne. Spettatori e testimoni, i figli, i bambini, si aggiungono ai numeri delle vittime della violenza di genere. Un argomento, quello del femminicidio e “figlicidio”, che può essere affrontato da svariate angolazioni, culturali, religiose, fisiche e psicologiche, insomma ricco di sfaccettature, ognuna meritevole di attenzione e approfondimento.

Siamo, quindi, davanti ad un cambiamento culturale e sociale? «Siamo, ahimè, e lo dico con dolore, arrivati all’incapacità di gestire l’ansia e la responsabilità di essere genitore. Questi genitori , in questo caso più che genitori possiamo definirli “assassini”, non hanno mai veramente assimilato il ruolo e il piacere di essere genitori. Si arriva ad uccidere i figli, spesso ” la figlia”, per vendetta e per disperazione. Appare, a volte, quasi la punizione per il compagno/a. C’è un rapporto stretto fra l’infanticidio e il femminicidio, sicuramente molto stretto. Ma smettiamola di definirlo femminicidio, è omicidio a tutti gli effetti». Così si esprime il sociologo, socio terapeuta familiare, Giovanni Cozzolino, che da anni si occupa di Promozione della salute e corretti stili di vita. Oggi sempre più si pone urgente una particolare attenzione al cosiddetto “Stress di genere. Una vera e propria tipologia di stress che colpisce moltissime donne e mamme ma non solo, possiamo allargare la questione anche agli uomini e ai padri, anche se meno frequenti, portandoli a conseguenze di cui siamo a conoscenza. Possiamo quasi asserire che siamo di fronte ad affetto “malato” e sicuramente ad una forma grave di depressione ma anche ad un atteggiamento più di delirio, quasi di onnipotenza. Un classico atteggiamento legato al mondo infantile e narcisistico che fa scattare meccanismi psicologici legati a: “non ho ciò che sarebbe il mio paradigma ideale, la famiglia mi stressa e allora la elimino”.
Qui si arriva ad uccidere per un NO. La promozione della salute delle donne è, quindi, un obiettivo strategico per la promozione della salute di tutta la popolazione, è misura della qualità dell’efficacia ed equità del nostro sistema sanitario, ma è anche molto di più. «Dopo anni di indignazione e discussioni sull’emergenza femminicidio risultano ancora insufficienti gli strumenti di difesa delle vittime e dei loro familiari». Così denuncia Valeria Fedeli, Vice Presidente della Camera, in una recente dichiarazione pubblica. E continua: «La sfida da affrontare è quella di un’adeguata applicazione della legge n. 119 del 2013, recante varie disposizioni urgenti tra cui, appunto, quelle in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. In questa legge non solo vengono affrontati alcuni importanti aspetti penali degli atti persecutori, ma viene anche previsto un piano di finanziamento per il sostegno delle vittime. Occorre adesso una netta presa di posizione sul rischio di finanziamenti “a pioggia” dei centri antiviolenza. Non è ammissibile una mappatura ancora troppo vaga delle attività che queste strutture portano avanti su tutto il territorio nazionale, tra mille difficoltà».

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