Italia, donne e donazioni di ovuli per la fecondazione eterologa

Italia, donne e donazioni di ovuli per la fecondazione eterologa

Italia, donne e donazioni di ovuli per la fecondazione eterologa

L’Italia è senza donatrici per la fecondazione eterologa. E va in cerca di ovuli all’estero.

La causa? A detta di questo approfondimento sarebbe l’assenza di campagne di sensibilizzazione, senza le quali le donne non sarebbero messe nella condizione di donare le proprie cellule riproduttive. L’idea di proporre un compenso, poi, anche a titolo di rimborso spese, è ben lontana dalla mentalità corrente.

E nel frattempo come si fa?

L’ospedale Careggi di Firenze, il più organizzato a livello nazionale per la fecondazione eterologa, ha deciso di rivolgersi all’estero.

Altra strada percorribile segnalata nell’articolo è il social egg freezing a titolo solidale. Si tratta dell’intervento che permette di congelare gli ovociti in giovane età, per poter posticipare la maternità. L’idea – sostenuta dalla ginecologa Elisabetta Coccia, alla guida del Cecos (il Centro studi per la conservazione di ovociti e sperma umani) – è di regalare la crioconservazione dei propri ovuli alle giovani disponibili a donarne la metà. Tra gli ospedali pronti a proporla, il San Raffaele di Milano.

Un’altra ipotesi è il gametes crossing, ossia l’incrocio di donazioni anonime. Lo promuove l’Associazione per la donazione altruistica e gratuita di gameti. «Una parente o un’amica che desidera aiutare la coppia infertile, dona i propri ovociti a un centro di fecondazione – spiega la psicologa giuridica della Sapienza Laura Volpini –. Il centro a sua volta darà gratuitamente altri ovociti, donati in modo anonimo, alla coppia bisognosa».

 

Ultima strada proposta, l’egg sharing, dove la paziente che si sottopone a trattamenti per se stessa (fecondazione omologa), dona i propri ovuli in sovrannumero a un’altra.

 

 

 

 

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