IL NOSTRO VADEMECUM SULLA NUOVA ETICHETTATURA ALIMENTARE PER VOI GENITORI

IL NOSTRO VADEMECUM SULLA NUOVA  ETICHETTATURA ALIMENTARE PER VOI GENITORI

IL NOSTRO VADEMECUM SULLA NUOVA ETICHETTATURA ALIMENTARE PER VOI GENITORI

Entra in vigore il nuovo Regolamento relativo all’etichettatura alimentare (Regolamento UE n. 1169/2011) e diversi autorevoli (o meno) siti ne hanno fatto articoli riassuntivi che riportano in sintesi i cambiamenti.
Noi abbiamo sintetizzato ancora di più gli articoli per renderli fruibili ai genitori! Appena andate al supermercato potete portarvi la nostra lista della spesa per aiutarvi… non sarà semplice.

SIETE ALLE PRESE CON GLI ALLERGENI RIPORTATI NEGLI INGREDIENTI?
Gli ingredienti allergenici devono venire graficamente evidenziati (es. in grassetto, sottolineato) rispetto agli altri, nell’apposita lista. Bisogna evidenziare la parola chiave, es. “latte”, e non l’intera dicitura (nell’esempio, “proteine del latte”). E ripetere la citazione, pur senza replicare l’evidenza grafica, laddove lo stesso allergene sia presente in diversi ingredienti o altre matrici (es. supporto di additivi).

DIVENTATE CIECHI PER LEGGERE I CARATTERI DELLE INFORMAZIONI RIPORTATE IN ETICHETTA?
Allora buone notizie per voi perché le informazioni obbligatorie in etichetta devono essere riportate con caratteri di un’altezza maggiore rispetto a prima.

LA DATA DI SCADENZA SUPERATA INDICA CHE UN PRODOTTO SIA A RISCHIO?
A partire dal giorno successivo alla scadenza, i prodotti sono considerati a rischio, a prescindere da ogni sua effettiva e concreta valutazione. La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna.

OLI E GRASSI VEGETALI VI TURBANO?
L’indicazione generica della categoria non è più sufficiente, bisogna invece precisare la natura specifica degli oli e grassi vegetali impiegati (es. palma, cocco, soia, colza). Come noi pensate che l’olio di palma sia una schifezza? Cogliamo l’occasione per segnalare la petizione de Il Fatto Alimentare, volta a escludere il palma dalle produzioni alimentari (leggi il testo della petizione).

IL CARTELLO UNICO DEGLI INGREDIENTI PER GLI ALIMENTI SFUSI NON VI HA MAI SODDISFATTO? BENE!
Per gli alimenti venduti sfusi e i cosiddetti “preincartati” l’attenzione si focalizza sull’indicazione – inderogabile – della presenza di ingredienti allergenici in ciascuno dei prodotti offerti in vendita. È definitivamente fuori legge il “cartello unico degli ingredienti”, storicamente impiegato negli esercizi di vendita dei prodotti di gastronomia, pasticceria, panetteria, gelateria. Proprio perché un’indicazione generalizzata non è in grado di esprimere, come invece prescritto, il contenuto di allergeni in ogni alimento.

E RELATIVAMENTE ALL’ORIGINE DEI PRODOTTI?
L’indicazione d’origine sarà obbligatoria – a partire dal primo aprile 2015 (reg. UE 1337/2013) – per le carni fresche, refrigerate e congelate, delle specie suina, ovina, caprina e di pollame (inclusi anatre, oche, tacchini, faraone. Esclusi i fegati). L’origine non è invece ancora prevista per le carni equina, di coniglio, lepre e quaglia.

E LA TABELLA NUTRIZIONALE?
La tabella nutrizionale deve avere espressi sette elementi (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferiti a 100g o 100ml di prodotto, e potrà essere affiancata dai dati riferiti ad una singola porzione.
Le informazioni obbligatorie, le indicazioni nutrizionali e quelle relative all’origine devono trovarsi nello stesso campo visivo della denominazione di vendita. Quando la superficie della confezione è inferiore a 10 cm quadrati è sufficiente riportare le notizie essenziali: denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione o data di scadenza.
L’elenco degli ingredienti può essere indicato anche con altre modalità (ad esempio negli stand di vendita) e deve essere sempre disponibile su richiesta del consumatore.

INSACCATI/PESCE E CAFFEINA
I salumi insaccati devono indicare chiaramente i casi in cui l’involucro non è commestibile.

Riguardo al pesce, dovrà essere indicato in etichetta sia il nome scientifico del pesce che quello commerciale, l’indicazione dettagliata del luogo di pesca, la categoria degli attrezzi di pesca utilizzati per la cattura e se il prodotto è stato scongelato; mentre rimane vigente l’attuale indicazione del metodo di produzione, vale a dire pescato in mare, in acque dolci o allevato.

Le bevande e gli “energy drinks” a base di tè e caffè con un tenore di caffeina maggiore di 150mg/l devono riportare sull’etichetta, oltre alla scritta “Tenore elevato di caffeina” (introdotta nel 2003), anche l’avvertenza: “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”.

Vi ricordiamo inoltre che anche noi abbiamo pubblicato un articolo sul nostro sito che potete leggere qui che tratta del grosso problema della scomparsa dalle etichette dell’indicazione dello stabilimento di produzione/confezionamento che completa questo prontuario.

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