Il metodo Montessori diventa interattivo. Ma noi in Italia ce la ricordiamo Maria Montessori?

Il metodo Montessori diventa interattivo. Ma noi in Italia ce la ricordiamo Maria Montessori?

Il metodo Montessori diventa interattivo. Ma noi in Italia ce la ricordiamo Maria Montessori?

Il 28 e 29 novembre a Chiaravalle, provincia di Ancona, città natale di Maria Montessori, si terrà il convegno: “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il metodo Montessori”, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo che si confronteranno per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo  indicato dalla pedagogista: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività. Quando Maria Montessori pubblicò i suoi primi scritti, più di 100 anni fa, di certo non esistevano i computer, ma il suo metodo in cui il bambino è parte attiva del processo educativo pare proprio che abbia conquistato molti studiosi di nuove tecnologie. Infatti al convegno parteciperà anche Apple con alcuni workshop. Anche se la prima app “montessoriana”  è made in Italy. Il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula” ha creato, infatti, la prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità. Nelle parole degli autori di questa app: “Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee, più cinese e giapponese.

 

Ma per molti di noi Maria Montessori non è la Signora delle mille lire? Sì, è proprio lei che ci accompagnava a comprare il gelato con le mitiche 1000 Lire.

 

E sapete che  il Metodo Montessori  o scuole di metodo montessoriano sono più diffuse all’estero che in Italia?

E sapete che con  il metodo Montessori si sono formati premi Nobel, guru della Rete, economisti e star del cinema: da Bill Gates ai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, da Jeff Bezos di Amazon a Jimmy Wales di Wikipedia, ma anche García Marquez, Mario Draghi, George Clooney?

E sapete che all’estero viene utilizzato soprattutto per combattere il bullismo? Una  sperimentazione è stata avviata  in una scuola di Gorton, uno dei quartieri più difficili di Manchester, Regno Unito. Dopo i primi cinque anni, il profitto degli studenti è cresciuto del 20%, e il numero di alunni iscritti è passato da 348 a 461.

Ebbene sì, paradossalmente Maria Montessori, scienziata, filosofa e pedagogista, prima donna a laurearsi in Medicina in Italia, e il suo metodo, nato in Italia nel 1907,  sono più conosciuti e seguiti all’estero che nel nostro Paese. Con una leggera vis polemica potremmo dire che ancora una volta un pregio tutto italiano è più compreso al di fuori dei nostri confini che qui. Solo per citare alcuni dati:

  • nel mondo è applicato in oltre 22mila scuole, di cui 5mila negli Stati Uniti e 1.200 in Germania. Se si considerano anche le scuole “a indirizzo montessoriano”, il numero sale a 66.400, diffuse dall’Arabia Saudita alla Cambogia.
  • In Italia, invece le strutture che si ispirano agli insegnamenti di Maria Montessori sono ancora poco più di 150, quasi tutte materne ed elementari e concentrate soprattutto al Nord (104 “Case dei bambini” e scuole elementari, più 27 nidi, 18 “Case dei bambini private”, due scuole paritarie medie e due scuole paritarie superiori nell’anno accademico 2009-2010).

In cosa consiste il  metodo educativo creato da Maria Montessori? Punta sulla stimolazione della socializzazione e della cooperazione tra studenti, sulla libera scelta del percorso educativo da parte dei ragazzi e su un materiale didattico cognitivo sviluppato e perfezionato dalla stessa Montessori, che favorisce l’apprendimento come scoperta creativa e costruzione della conoscenza.

Perché se il metodo educativo pare estremamente efficace, in Italia è poco seguito? Uno dei motivi principali della scarsa diffusione in Italia è il quadro storico durante il quale ha vissuto Maria Montessori. Infatti la studiosa  ha sviluppato il suo metodo durante il fascismo  e  i suoi studi si scontrarono con i paradigmi dell’educazione fascista. Mentre oggi ci sono forti motivazioni economiche perché  per creare una classe con metodo Montessori, i genitori o i docenti interessati devono farne richiesta al collegio dei docenti. Se la risposta è positiva, il dirigente scolastico fa domanda agli uffici scolastici regionali. Ma poi la richiesta deve essere sostenuta dalla disponibilità di risorse finanziarie e per creare un percorso educativo montessoriano (dove rientrano anche l’arredamento, l’organizzazione degli spazi e il materiale didattico) il costo può oscillare dai 5mila ai 10mila euro: «Niente che non si ammortizzi in due o tre anni» secondo Elena Dompè, responsabile dell’ufficio di presidenza dell’ Opera Nazionale Montessori.  Ma ci sono anche ragioni ideologiche. Il metodo viene criticato da un lato per una libertà considerata eccessiva, dall’altro per l’eccessiva rigidità, esattamente due opposti. Negli ultimi anni però pare che l’interesse verso il metodo montessoriano stia aumentando anche in Italia, sia da parte degli insegnati sia da parte dei genitori, mobilitatisi anche in Facebook al fine di creare classi che lo adottino. E adesso, tornando al convegno che si terrà questa settimana, l’interesse pare ancora più vivo e sentito data l’applicabilità e l’importanza del metodo alle e per le nuove tecnologie destinate all’insegnamento.

 

 

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