Il fluoro e la cura dei denti dei nostri bambini

Il fluoro e la cura dei denti dei nostri bambini

Il fluoro e la cura dei denti dei nostri bambini

Direfareaggregare ha pensato di approfondire un tema importante: la cura dei denti dei nostri bambini. Abbiamo chiesto quindi alla Dott.ssa Stella Denise Valenti, la dentista dei bambini, nome del suo blog e lavora come medico dentista presso il suo studio di BolognaStudio Fantini Valenti , questo interessante contributo.

Buona lettura!

Mi affaccio a questo argomento con tatto, perché nell’ultimo decennio è stato oggetto di forte dibattito, a mio parere a causa di una forte disinformazione. Cominciamo con il dire che il Fluoro è un oligominerale importantissimo dal punto di vista nutrizionale, perciò deve essere introdotto nell’organismo, in piccole dosi, attraverso l’alimentazione (così come accade con altri oligoelementi quali il ferro, lo iodio, il cromo, e il cobalto). Negli ultimi 60 anni sono stati fatti tantissimi studi riguardo alla capacità del fluoro di prevenire la carie. Per riassumere, tutti questi studi dimostrano che, se usato in maniera appropriata, il fluoro è in grado di prevenire e controllare l’insorgenza della carie e il suo largo uso è stato il fattore principale che ha permesso di ridurre la prevalenza e la gravità della carie in molti Paesi sviluppati. Si può affermare con la massima sicurezza che l’azione anticarie del fluoro è reale, innocua e scientificamente documentata. Detto questo, reputo necessario specificare che non sempre è necessario e consigliabile assumere fluoro in forma di gocce o pastiglie. L’integrazione di fluoro esterna all’alimentazione dipende dall’alimentazione stessa, dal tipo di acqua che il bambino beve, dall’età del bambino, se usa o meno dentifrici o chewing-gum al fluoro e in che quantità.

Dove si trova il fluoro? Il fluoro è naturalmente presente nel suolo, nelle rocce, in svariati tipi di minerali e, di conseguenza, nell’acqua. Ecco alcuni alimenti in cui il fluoro è presente in buona quantità:

  • THE
  • MELE
  • PIANTE MARINE E TROPICALI
  • PESCE AZZURRO*
  • SALMONE SECCO*
  • SARDINE
  • MERLUZZO*

* nel pesce il fluoro si accumula in particolare nella pelle e nelle cartilagini, parti che di solito vengono scartate. Il fluoro è poi presente in piccole quantità anche nella carne, nel latte e nella frutta. Il pollo, ad esempio, è ricco di fluoro, in particolare nelle cartilagini e nelle ossa: gli omogeneizzati di pollo sono di solito ricchi di fluoro proprio perché contengono queste parti. La quantità di fluoro contenuta nei cibi varia anche in funzione della quantità di fluoro contenuta nell’acqua di cottura. In conclusione: non ha senso schierarsi contro o a favore del fluoro, sarebbe come schierarsi contro o a favore del ferro. Piuttosto è fondamentale capire qual è la dose giornaliera di fluoro consigliata in funzione dell’età, e valutare se questa dose sia già raggiunta con la normale alimentazione.

Quanto fluoro dovrebbe assumere un bambino?

Il giusto apporto quotidiano (per tutti, non solo per i bambini) è di 0,05-0,07 mg/KG. Perciò un bambino di 10 kg dovrebbe assumere tra i 0,5 e i 0,7 mg di fluoro al giorno: se questo bambino beve, per esempio, un litro di acqua che contiene 0,7 mg di fluoro, è ovvio che non avrà bisogno di assumere fluoro in pastiglie.

Nella tabella seguente viene riportata la quantità di fluoro aggiuntiva che dovrebbe assumere un bambino, in funzione dell’età e della quantità di fluoro presente nell’acqua consumata:

dentiu

La quantità ideale di fluoro nell’acqua in bottiglia (informazione che potete trovare voi stessi nelle indicazioni del produttore): è tra i 0,3 e i 0,7 mg/L. Quantità superiori ai 0,7 mg/L rischiano di essere eccessive se sommate agli apporti alimentari e all’uso di dentifrici fluorati. La quantità di fluoro presente nelle acque potabili è variabile tra i 0,7 e 1,5 ppm (parti per milione = mg/L) a seconda della temperatura media della zona geografica interessata.

Il calcolo è dunque presto fatto: se il tuo bimbo, di qualunque età, beve acqua del rubinetto (e se l’acqua del tuo comune è fluorata), fai una valutazione di quanta ne beve in un giorno: se ne beve un litro o più di un litro, non dargli altro fluoro.

Se il tuo bimbo di 2 anni consuma acqua in bottiglia con un contenuto di fluoro di 0,5 mg/L e ne beve circa 1,5 litri al giorno (0,5×1,5=0,75), non dargli altro fluoro.

Se il tuo bimbo di 2 anni consuma acqua in bottiglia a basso contenuto di fluoro (es. 0,2 mg/L), necessiterà di 0,50 mg di fluoro al giorno. Il potere anticarie del fluoro è massimo con apporti di 1 mg di fluoro al giorno, ma si esprime già con quantità di 0,7 mg al giorno.

Considera sempre, oltre al contributo principale dell’acqua, i piccoli apporti derivanti dagli alimenti e dall’uso di dentifrici al fluoro (che i bambini piccoli di solito ingeriscono).

LA LETTERATURA SCIENTIFICA DIMOSTRA CHE L’ASSUNZIONE DI FLUORO PER VIA SISTEMICA RIDUCE L’INSORGENZA DELLA CARIE DEL 40-49% NELLA DENTATURA DECIDUA E DEL 50-59% NELLA DENTATURA PERMANENTE.

Ma la cura dei denti non può certo limitarsi all’uso del fluoro. La prima regola è e rimane l’igiene orale, che deve cominciare subito (a partire dal primo dente e da parte del genitore) e che deve passare attraverso un apprendimento graduale e attraverso il gioco. Quando i denti sono pochi e il bimbo è molto piccolo, sarà sufficiente strofinarli delicatamente con una garzina. Appena il bimbo/a sarà in grado di reggersi in piedi, suggerisco di prendere l’abitudine di tenerlo di fianco a voi mentre vi lavate i denti, su una sedia in modo da arrivare al lavandino e allo specchio. Dategli uno spazzolino della misura idonea alla sua età, senza dentifricio. Lasciatelo giocare senza aspettarvi una vera detersione delle superfici, quello rimane compito vostro. Nel tempo il bambino tenderà ad imitare i vostri movimenti, divenendo sempre più abile. Quando il bimbo comincia a distrarsi dal gioco (e prima che perda del tutto interesse), prendete il suo spazzolino e pulite le superfici masticanti: immaginate di dividere la bocca in 4 parti, in alto a destra, in alto a sinistra, in basso a destra, in basso a sinistra. Fate 5 passaggi in ognuna di queste 4 zone, tenendo a mente che un passaggio è costiutuito dall’andata e dal ritorno! Appena il bambino ve lo lascia fare (all’inizio potrebbe essere difficoltoso) fate 5 passaggi sugli incisivi. Man mano che il bimbo cresce, anche la tecnica che usate su di lui evolve. Per questo motivo è utile rivolgersi ad un pedodontista già a partire dai 3 anni di vita: questo dentista esperto nella cura dei bambini permetterà al bimbo di approcciarsi in maniera corretta alla poltrona odontoiatrica, gli insegnerà il modo corretto di lavarsi i denti e insegnerà alla mamma e al papà il modo giusto di aiutarlo. A partire dai 3 anni (o prima se il bambino dimostra di essere in grado di sputare), potete sostituire il fluoro assunto per via sistemica, con il dentifricio al fluoro. Ultimamente l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità, in inglese: World Health Organization) si è dimostrata molto favorevole a questi dispositivi, che sembrano avere una efficacia ancora maggiore del fluoro sistemico. Ovviamente l’Oms si riferisce ad individui in grado di non ingerire un prodotto che non nasce per essere ingerito. Per questo motivo devono rimanere le indicazioni all’uso del fluoro sistemico in quelle condizioni in cui il dentifricio non può essere utilizzato! L’Oms specifica inoltre che nel caso venga usato il dentifricio al fluoro anche nei soggetti molto piccoli (meno di 3 anni) la quantità di fluoro che questo dentifricio deve contenere deve essere di almeno 1000 ppm, che deve essere usato 2 volte al giorno e che la quantità da utilizzare deve essere “molto piccola”. Personalmente ritengo che tutte queste raccomandazioni siano impossibili da seguire fino al momento in cui il bambino diventa davvero collaborativo.

Come agisce il Fluoro?

Una volta assorbito il fluoro passa nel plasma.

Dal plasma una grande quantità di fluoro si deposita nei tessuti ossei e nei denti (40-50%), in proporzione a:

  • quantità assunta
  • durata dell’assunzione (è molto diverso assumere 0,25mg di F al giorno per 3 anni rispetto ad assumere 1mg di F al giorno, saltuariamente, per 1 anno)
  • tipo di mineralizzazione dei tessuti (la concentrazione di fluoro nello smalto è molto superiore alla concentrazione di fluoro nella dentina)
  • età del soggetto (in questo caso è inversamente proporzionale, quindi tanto più è piccolo il bambino tanto più elevata è la concentrazione di fluoro che si raggiunge nei tessuti)

Del restante fluoro, una piccola quantità passa lentamente nella saliva, mentre il resto viene escreto principalmente per via renale.

A livello del dente il fluoro si concentra nello smalto:

  • lo smalto dentale è formato da idrossiapatite, un elemento molto duro ma soggetto alla dissoluzione acida operata dai batteri della carie
  • il fluoro (che per il 99% viene metabolizzato a livello di ossa e denti) sostituisce il gruppo “idrossile” dell’idrossiapatite, formando così fluoroidrossiapatite, che è molto più resistente all’azione degli acidi.

Per esercitare il massimo della sua azione, il fluoro deve essere assunto in modo continuativo durante il periodo di formazione dello smalto.

Quindi il fluoro agisce direttamente sul dente rendendolo più resistente alla carie.

Ma il fluoro ha anche altri effetti:

  • azione antibatterica (il fluoro si accumula anche nella placca, andando ad interferire con il metabolismo e la moltiplicazione dei batteri in essa contenuti)
  • ri-mineralizzazione di lesioni cariose iniziali (la superficie parzialmente erosa dalla carie è in grado di assorbire il fluoro contenuto nella saliva e nella placca, interrompendo la patologia cariosa e ricostituendo parzialmente i cristalli dello smalto)
  • azione antienzimatica (tramite l’inibizione della fermentazione degli zuccheri da parte dei batteri)

 Iperfluorosi: con questo termine si intende una condizione in cui vi è stato un accumulo di fluoro sulla superficie dello smalto in seguito ad un assunzione eccessiva di fluoro stesso. Si manifesta come macchie bianche, a livello delle quali lo smalto è più fragile. In realtà, per avere una buona protezione dalla carie, una minima iperfluorosi (non lesiva né antiestetica) non può essere evitata (come sostiene anche l’Oms). Non lasciatevi turbare, però da immagini inquietanti di dentature completamente erose dalla carie a causa di una fantomatica iperfluorosi: normalmente quelle immagini sono da attribuire a una pessima igiene dentale e probabilmente ad una totale assenza di fluoro! Non rimane che usare il buon senso: il fluoro è importante, anzi fondamentale, ma rimane un presidio da utilizzare con consapevolezza e magari con qualche suggerimento da parte di un professionista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dott.Stella Valenti

Dott.ssa Stella Denise Valenti, nata a Cagliari il 10/03/1984, si è laureata con il massimo dei voti in odontoiatria e Protesi dentaria, presso l’università di Bologna. Si è dedicata sin da subito alla cura dei più piccoli, approfondendo le sue conoscenze in capo pedodontico e ortodontico. In breve tempo è nato il desiderio di dedicarsi alla prevenzione fin dalla primissima infanzia, mediante incontri con i genitori, la collaborazione con il gruppo "Consigli da mamma a mamma Emilia Romagna" (WE LIKE!) e il suo blog la dentista dei bambini.

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