I Bambini di Budrio sono davvero bravi!

I Bambini di Budrio sono davvero bravi!

I Bambini di Budrio sono davvero bravi!

A Budrio (Bologna) i bambini delle elementari,  sotto la guida di una ceramista locale, sono coinvolti abitualmente nella realizzazione di opere destinate all’arredo urbano e  di riqualificazione di luoghi anonimi. Una vera sfida contro il vandalismo.

I risultati sono tali da caratterizzare significativamente l’ambiente cittadino.

Tutto nasce nel 2006 quando la ceramista Lorenza Mignoli, mamma di due bambini che frequentavano viene  interpellata dall’amministrazione comunale, per una fornitura di materiali destinati ad un progetto a scuola. Lorenza procura il materiale ma chiede alla scuola di seguire personalmente il lavoro dei bimbi affinché l’esperienza non resti un caso limitato, ma si possa trasformare in un progetto da portare avanti nel tempo.

Insieme a lei, i bambini delle classi IV progettano e realizzano la decorazione di una pista ciclabile, e a seguire gli addobbi per i muri esterni dell’Asilo Nido, dove l’intervento dei bambini con le loro ceramiche ha ha avuto lo scopi di rallegrare e colorare il muro di cinta un po’ anonimo. L’Albero delle Ocarine è diventato un simbolo importante del paese. Fotografatissimo da turisti e passanti, è anche stato scelto dai musicisti del Gruppo Ocarinistico Budriese come copertina di uno dei loro cd.

 

Fra gli ultimi progetti realizzati, la decorazione delle panche della stazione ferroviaria e, per ultimo, il progetto più ambizioso:  il Monumento all’Ocarina, alla cui realizzazione hanno partecipato 240 bambini.

«Nel tempo abbiamo riscontrato quanto sia anche efficace dal punto di vista “sociale” coinvolgere i ragazzi in lavori di questo tipo» dichiara Lorenza Mignoli  «il fatto che le opere realizzate dai ragazzi vengano installate in luoghi pubblici, o comunque comuni, contribuisce a creare nei loro autori un senso di appartenenza al territorio che inverte la tendenza del vandalismo, chi deturpava si fa al contrario “difensore” ciò che sente in qualche modo “suo”.  Anche per questa valenza sociale il Comune finanzia volentieri e con continuità questi laboratori che sono quasi sempre stati offerti alle classi senza chiedere alcun contributo».

 

FONTE

 

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