GENITORI, MA COS’È LA CELIACHIA?! SAPETE RISPONDERE?

GENITORI, MA COS’È LA CELIACHIA?! SAPETE RISPONDERE?

GENITORI, MA COS’È LA CELIACHIA?! SAPETE RISPONDERE?

Quando si parla di “senza glutine” si parla di soggetti ipersensibili, intolleranti o allergici? E voi siete così sicuri di conoscere la differenza tra queste parole?
Noi con questo SPECIALE speriamo come sempre di fornirvi un utile strumento!
Iniziamo allora!

COS’È IL GLUTINE?
Il glutine è un complesso proteico che si forma quando l’acqua incontra la farina dei cereali. Si tratta di una proteina contenuta in grano, orzo, avena e segale.

A COSA SERVE IL GLUTINE?
È fondamentale per dare elasticità agli impasti quale il pane e la pizza.

CHI PUÒ PRESENTARE LA CELIACHIA?
L’ingestione della proteina glutine, in soggetti geneticamente predisposti, determina la comparsa della malattia caratterizzata da un danno a livello della mucosa intestinale di entità variabile dipendente, anche, dalla durata dell’esposizione alla proteina stessa.

COS’È LA CELIACHIA?
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale. Questa la definizione della legge L. 4 luglio 2005, n. 123 Pubblicata nella G. U. 7 luglio 2005, n. 156 che potete trovare assieme al quadro normativo qui.

L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi quasi 150.000.
Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%.

La dieta senza glutine, condotta con rigore, è, attualmente, l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

Per curare la celiachia, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare.
A chi rivolgersi per avere corrette informazioni sulla celiachia in Italia? All’AIC, Associazione Italiana Celiachia che ha come finalità principali:
– il miglioramento della condizione di vita della persona celiaca e della persona affetta da dermatite erpetiforme;
– il sostegno alla persona celiaca e alla persona affetta da dermatite erpetiforme nell’acquisizione di una piena e corretta consapevolezza della propria condizione;
– la diffusione di una corretta e ampia conoscenza della celiachia e della dermatite erpetiforme nella società.

Sul sito dell’AIC è possibile trovare molte informazioni su come affrontare la celiachia. Nel contesto dell’educazione alimentare la completa esclusione del glutine dalla dieta non è facile da realizzare: i cereali non permessi ai celiaci si ritrovano in numeorsi prodotti alimentari ed il rischio di contaminazione accidentale da glutine è spesso presente nei processi di lavorazione dell’industria alimentare. Per questo motivo, con l’obiettivo di informare pazienti e famiglie e semplificare l’accesso sicuro ai prodotti, l’AIC suddivide gli alimenti in queste tre categorie: “permessi”, “a rischio” e “vietati”. Tale suddivisione è stata effettuata considerando per ogni prodotto alimentare l’ingredientistica ed il processo di lavorazione, quindi la possibile contaminazione crociata da glutine. Qui potete trovare maggiori indicazioni.
Uno degli obiettivi prioritari dell’Associazione Italiana Celiachia è operare per rimuovere gli ostacoli quotidiani che il celiaco incontra: il reperimento dei prodotti e preparati adatti alle sue specifiche esigenze, la scelta tra gli alimenti disponibili. Il Marchio Spiga Barrata, apposto sui prodotti autorizzati, aiuta ad evidenziare al consumatore celiaco l’idoneità del prodotto rispetto alle sue esigenze alimentari. Qui l’elenco dei prodotti con Marchio Spiga Barrata concesso da AIC, aggiornato in tempo reale dal Team Alimenti AIC.

E se devo mangiare fuori casa? Esiste il progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC che è proprio dedicato a chi desidera mangiare e bere in ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, bar, caffetterie, bar tavola calda/tavola fredda, paninoteche, pub, creperie, enoteche, gelaterie solo per fare alcuni esempi. In pratica si crea una catena di esercizi informati sulla celiachia che possono offrire un servizio idoneo alle esigenze alimentari dei celiaci. Puoi trovare tutti gli esercizi del network anche telefonando all’89.24.24 o qui.

E sempre in tema di alimentazione fuori casa segnaliamo l’APP AIC disponibile per Android, iPhone e Windows Phone 8 7.5 con la possibilità di trovare i locali che fanno parte del progetto alimentazione fuori casa. Sfruttando il gps sono segnalati i locali nelle vicinanze, anche impostando una località specifica, usufruendo di un meccanismo di integrazione con le maps di google. Scaricate la nuova versione dal market google e provatela! (il link lo trovate in questa pagina).

E POI C’È L’IPERSENSIBILITÀ. MA COS’È?
Questa è la vera “novità”.
Si stima colpisca fino al 10% della popolazione ed è difficile da diagnosticare perché i sintomi non sono così direttamente e semplicemente correlabili al glutine introdotto. Non c’è per capirci un effetto immediato sull’apparato digerente bensì può esserci un malessere generale, male alla testa, gonfiore addominale, per fare alcuni esempi.
In sintesi: non tutti quelli che ricorrono alla dieta senza glutine sono celiaci. Ritengono semplicemente che eliminando il glutine dalla loro alimentazione, cioè eliminando i cereali che lo contengono, eliminino il malessere di cui soffrono. Probabilmente ciò accade davvero, ma bisogna fare molta attenzione alle diete fai da te perché spesso potrebbero comportare grossi rischi per la salute.

Senza poi prendere in considerazione il costo dei prodotti senza glutine che arriva a superare anche di 5 volte quello di altri prodotti “tradizionali”. Vero è che se prima si trovavano questi prodotti solo nelle farmacie (e non in tutte) ora invece si trovano facilmente anche nelle catene della grande distribuzione organizzata e nei negozi specializzati portando così il prezzo a livelli competitivi e di risparmio per il consumatore.
È possibile usufruire di un buono spesa previsto dal sistema sanitario italiano spendibile, però, a fronte della diagnosi e solo in farmacia e in negozi specializzati. Al fine di garantire un’alimentazione equilibrata, ai soggetti affetti da celiachia è quindi riconosciuto il diritto all’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine. Con decreto del Ministro della Salute sono fissati i limiti massimi di spesa.

LA DIAGNOSI
Nel sospetto di malattia celiaca, la prima indagine da effettuare è un prelievo di sangue per il dosaggio degli anticorpi specifici.
In caso di positività degli anticorpi bisognerà effettuare una biopsia digiunale. Qui maggiori informazioni sulla diagnosi di malattia.

Quindi, in conclusione: non sempre c’entra la celiachia nella scelta della dieta “gluten free” e non sempre dietro al malessere attribuito al glutine c’è una diagnosi certa. Mangiare senza glutine in alcuni casi significa seguire l’ultima moda in fatto di diete. Abbastanza automatico, verrebbe da pensare, che le aziende alimentari sostengano la tesi della sensibilità al glutine (e non quindi della celiachia come considerata dal nostro sistema sanitario) poiché essa si traduce in un business che in Italia, ad esempio, ammonta ad oltre 200 milioni di euro… altrimenti Barilla perché avrebbe una sua linea gluten free? E, di conseguenza, notate bene che ora al supermercato gli alimenti senza glutine occupano sempre più spazio sugli scaffali e non sono più relegati ad angoli bui e poco “frequentati” in cui erano precedentemente collocati.

 

 

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