Genitori e realtà virtuale: ritrovare il proprio ruolo

Genitori e realtà virtuale: ritrovare il proprio ruolo

Genitori e realtà virtuale: ritrovare il proprio ruolo

Riportiamo alcuni estratti di un’interessante intervista concessa a La Repubblica da Giuseppe Lavenia, psicoteraupeta e presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, in merito ai comportamenti che i genitori dovrebbero adottare affinché i propri figli abbiano una buona relazione con la tecnologia e in particolare con i social network.

Lo psicoterapeuta afferma che la realtà virtuale è per i ragazzi di oggi uno spazio identitario, e per questo non dovrebbe essere demonizzato, ma accettato e compreso.

Inoltre ritiene che il mondo virtuale non dovrebbe spaventare il genitore più di quello reale, e per questo motivo non ci sarebbe necessità di controllare le attività dei propri figli sui social network, così come non li seguiamo quando escono di casa e non ci immischiamo nelle conversazioni con i loro amici. D’altra parte, afferma Lavenia: “Una relazione sana con i propri figli deve basarsi sulla fiducia: i figli parlano se si sa ascoltarli”

E’ interessante l’osservazione che viene fatta della fuga degli adolescenti da Facebook: “Sa perché i ragazzi sono scappati da Facebook? Perché sono arrivati i genitori e non avevano voglia di ritrovarsi le foto di mamma e papà al mare sulla propria bacheca”.

Importante anche il passaggio sui segnali da cogliere nel caso in cui ci sia qualcosa che non vada nella gestione dei social:

“Si può trovare un accordo con i propri figli e chiedere di controllare il loro cellulare periodicamente, ma solo dopo aver ridotto la distanza relazionale da loro. È chiaro che se tuo figlio posta una foto particolare devi intervenire, ma non devi per forza monitorare i suoi social per saperlo, perché qualcuno te lo dirà. E i segnali preoccupanti sono quelli che puoi cogliere guardandoli: il loro umore, i comportamenti, il modo in cui si vestono. Se sono stati presi di mira da un cyberbullo, ad esempio, lo scoprirete senza spiarli, ma vivendo con loro: è quando non si ha tempo di investire nella relazione con i propri figli che si pensa di controllarli diventando amici su Facebook o follower su Instagram. Bisogna tornare a fare i genitori e non usare internet per deresponsabilizzarci”.

Lo psicoterapeuta insiste molto sulla necessità di ritrovare il proprio ruolo genitoriale, esercitando l’osservazione, l’ascolto e imparando a leggere i segnali.

Prima di tutto però è necessario fare un sano esame di coscienza:

“Da adolescenti tutti quanti abbiamo avuto dei modelli. L’importante è che ci sia qualcosa in grado di riportarci alla realtà: se qualcuno cerca un modello di vita on line è perché non ce l’ha in casa. Ripeto, bisogna tornare a fare i genitori. Sa qual è, secondo una rilevazione che ha fatto l’associazione, la risposta più comune che i ragazzi ricevono dai genitori quando chiedono qualcosa? ‘Un attimo’. Perché noi per primi stiamo sempre al cellulare”

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