EBOOK GRATUITO: STEREOTIPI DI GENERE E BAMBINI

EBOOK GRATUITO: STEREOTIPI DI GENERE E BAMBINI

EBOOK GRATUITO: STEREOTIPI DI GENERE E BAMBINI

Vi segnaliamo questo progetto molto interessante.

Il tema fa parte di “Pubblicità Progresso” ed è dedicato alla valorizzazione delle diversità di genere, al ruolo della donna nella società, alla sua rappresentazione sui media. Il nome della campagna è Punto su di te e ciò di cui vi parliamo è il primo ebook GRATUITO che potete trovare qui dedicato a questi temi.

Come è noto, nel nostro Paese la comunicazione audiovisiva che passa sugli schermi propone ancora oggi una visione spesso rigida e superata delle identità di genere: un limite oggettivo che rallenta lo sviluppo culturale della società. Inoltre la pubblicità viene ancora accusata di un uso sessista dell’immagine femminile, di rappresentare la donna prevalentemente nell’attività di cura e di non essere capace di riconoscere il suo mutato ruolo nella società.

Se si scende nel dettaglio dell’analisi degli spot, si può notare che dal punto di vista della stereotipizzazione sessuale, gli spot rivolti ai bambini sono ancora più differenziati di quelli per adulti: la diversa presentazione investe tutti gli aspetti contenutistici, dal modo di presentare i protagonisti dello spot ai valori espressi, ma anche gli aspetti formali e quelli relativi alla programmazione degli stessi spot all’interno del palinsesto televisivo.

Per fare qualche esempio, i bambini presentati negli spot sono sempre più alti delle bambine e tendono anche a essere vestiti in modo più caratterizzante rispetto a quanto accada per le femmine.

Gli spot femminili presentano situazioni all’interno di una casa, mentre quelli maschili sono quasi sempre al di fuori di essa, preferibilmente all’aria aperta.  Gli spot rivolti alle femmine tendono a essere caratterizzati da modelli di comportamento più passivi e meno fisici, in quanto esse devono essere inquadrate nel socialmente accettabile. Gli spot per i bambini tendono ad avere un numero maggiore di stacchi, mentre quelli per bambine utilizzano le dissolvenze: grazie a questi indicatori già a sei anni i bambini sono in grado di distinguere gli spot indirizzati ai maschi rispetto a quelli femminili.

Un comportamento non conforme allo stereotipo di genere è infatti più accettato nelle ragazze che nei ragazzi (la categoria “inferiore” può ambire a essere “superiore”): i ragazzi che scelgono attività femminili, come si è visto, sono meno popolari e meno accettati rispetto a una ragazza che sceglie attività e comportamenti maschili.

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