Distributori di merenda a scuola: vietata la somministrazione di “cibo spazzatura”

Distributori di merenda a scuola: vietata la somministrazione di “cibo spazzatura”

Distributori di merenda a scuola: vietata la somministrazione di “cibo spazzatura”

Il 30 ottobre scorso la Conferenza dei presidenti delle Regioni ha approvato all’unanimità una proposta di legge sulla regolamentazione degli alimenti contenuti nei distributori automatici presenti nelle scuole.
«vietata la somministrazione, mediante distributori automatici situati negli istituti scolastici e in altri luoghi pubblici abitualmente frequentati da minori, di alimenti e bevande contenenti un elevato apporto totale di grassi saturi, grassi trans, zuccheri semplici aggiunti, sodio, nitriti e/o nitrati utilizzati come additivi, dolcificanti, teina, caffeina, taurina e similari».

Il progetto che ha fatto da pioniere alla rivoluzione delle macchinette italiane si chiama “Eat”, acronimo di Educazione alimentare teenager, messo in piedi nel 2009 dalla Fondazione del Gruppo ospedaliero San Donato di Milano. Oltre agli incontri su educazione alimentare e corretti stili di vita durante tutto l’anno scolastico, Eat per la prima volta ha lanciato la diffusione di spuntini salutari in quattro scuole medie. Tra gli ingredienti banditi dalle macchinette delle quattro strutture, ci sono sciroppo di glucosio, fruttosio da mais, margarine, oli vegetali e conservanti. Negli scaffali non si trovano bibite gassate, ma solo spremute di mele, succhi di arance e di mirtilli senza zuccheri aggiunti. Le crostatine sono farcite con la composta e la pasta frolla ha meno zuccheri e solo burro biologico. I frollini sono fatti con l’olio d’oliva e farine integrali. I panini sono farciti con la bresaola, che è più magra.

All’inizio dell’anno scolastico 2009, quando il progetto Eat è partito, i medici hanno misurato il rapporto tra la circonferenza addominale e l’altezza per 1.100 dei ragazzi coinvolti nel progetto. Dopo due anni di distanza, i risultati dicono che gli studenti fanno più sport (dati rintracciabili anche dai contapassi consegnati a ciascuno studente) e per quelli in sovrappeso o obesi di loro la circonferenza addominale è diminuita in media da 78,5 a 75,5 centimetri. Non solo: l’indice di massa corporea (Bmi) si è ridotto per tutti, il numero totale di obesi è sceso del 2%, quello di ragazzi sovrappeso del 7 per cento. Ma sono cambiate anche le abitudini alimentari: la percentuale di chi fa colazione al mattino è passata dal 91,5% al 97,5%, e se prima quasi il 5% non mangiava per niente verdure o frutta durante la settimana, ora questa percentuale è scesa a zero. Il campione dei ragazzi da monitorare salirà a 5.500 nel 2015, e i dati finali verranno presentati per l’Expo di Milano.

I risultati dei nutrizionisti milanesi hanno attirato anche l’attenzione degli scienziati di Harvard. Malavazos con il suo team è già volato a Boston qualche mese fa a presentare i dati, e nella prossima primavera lo farà di nuovo. Nonostante la campagna di Michelle Obama a favore di frutta e verdura e qualche sperimentazione partita nelle scuole di Boston, il progetto italiano è unico nel suo genere.

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