COCO: come spiegare ai più piccoli che la vita ha una fine?

COCO: come spiegare ai più piccoli che la vita ha una fine?

COCO: come spiegare ai più piccoli che la vita ha una fine?

La morte è un cartone per bambini «Coco» indica la strada: la memoria
Il successo dell’ultimo film Disney e il dibattito tra genitori di fronte al tema più difficile. Non si esce dal cinema senza queste domande sulle labbra.

La verità: la morte era una presenza familiare vissuta nella coralità. Non faceva paura e non veniva esorcizzata. Invece oggi i bambini vengono tenuti a distanza dal defunto, anche quando si tratta di un nonno o di una nonna con cui si sono vissuti diversi anni di vita.

Coco, racconta la storia di un undicenne che il Giorno dei Morti, in un villaggio del Messico, mettendosi alla ricerca del suo mito musicale scomparso da tempo, finisce per valicare il confine della Terra dei Vivi ritrovandosi, da vivo, in quella dei Morti.

La rivelazione è che si viene fuori dalla sala anche con qualche luminosa risposta, rassicurante e per nulla banale. In un fantastico (magico-realistico) equilibrio tra divertimento e profondità, i barlumi di risposte coincidono con alcune parole chiave. La prima è quella oggi più abusata: «memoria».

In fondo, che cosa possiamo dire ai nostri figli di più onesto e fiducioso, di fronte alla morte di un nonno o di una nonna, se non: ricordiamolo o ricordiamola per quello che era; ricordiamolo o ricordiamola insieme?

 

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