Bolognese d’adozione, mamma e atelierista di “Leone nano”

Bolognese d’adozione, mamma e atelierista di “Leone nano”

Bolognese d’adozione, mamma e atelierista di “Leone nano”

DireFareAggregare continua ad incontrare i professionisti di Bologna che si rivolgono al mondo della genitorialità e dell’infanzia e vi presenta una mamma, Bolognese di adozione che dedica il suo tempo a progettare pensando ai bambini ed alle famiglie. Anche all’interno delle nostre scuole. Leone Nano, un gruppo di liberi professionisti attenti che condividono una passione educativa all’interno di un percorso artistico-narrativo.

Buona lettura!
Mi chiamo Deborah D’Alessandro, marchigiana di nascita e bolognese di adozione. Vivo in questa bella città infatti dal 1999, anno in cui ho iniziato a frequentare la facoltà di Lettere Moderne. Subito dopo la laurea ho cominciato a lavorare in ambito editoriale e didattico, collaborando come redattrice con realtà che si occupano di editoria d’arte per ragazzi e conducendo su tutto il territorio nazionale laboratori didattici nelle scuole, nei musei e corsi di formazione riconosciuti dal MIUR.
Sempre curiosa delle novità ho seguito nel 2012 un corso di alta formazione sull’editoria digitale promosso dall’Università di Pesaro e Urbino e questa esperienza si è conclusa con un percorso di specializzazione all’interno di una casa editrice nativa digitale, dove ho imparato a conoscere un mondo che corre… quello degli e-book.
Nel 2013 decido di continuare il mio percorso lavorativo in maniera autonoma e con altri colleghi, e in questo stesso anno, diamo vita a Leone Nano:

leone-nano-2un gruppo di liberi professionisti attenti che condividono una passione educativa all’interno di un percorso artistico-narrativo.
Leone Nano vuole essere un grande contenitore, uno spazio dove coltivare e far nascere idee, progettualità nuove, concretizzare i saperi e dargli una forma. 
Una piccola fucina dove si forgiano gli strumenti per affrontare in modo creativo la quotidianità.

Nel concreto organizziamo corsi di formazione e aggiornamento su richiesta o su iscrizione e su tematiche a scelta del richiedente e laboratori per bambini e ragazzi. Lo facciamo su tutto il territorio nazionale, collaborando con varie realtà.
Siamo convinti che attraverso l’esperienza manuale, la sperimentazione, il laboratorio artistico si possano affrontare tutte le tematiche dall’arte alla letteratura, dalla matematica alla storia.
Basta guardare le cose in modo diverso, basta trovare la chiave, spesso impertinente, per rendere meno noiosi alcuni argomenti.

La peculiarità dei miei percorsi sia con ragazzi che con gli adulti è l’attenzione alle proposte bibliografiche che stanno a monte dei percorsi stessi.

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Questo vuol dire che si prende confidenza, ci si conosce attraverso delle letture, delle immagini, che fanno da overture, danno l’input per il momento laboratoriale durante il quale si sperimenta, si costruisce, ci si mette in gioco.

Di cosa ti occupi e quali sono gli utenti dei tuoi laboratori?
È sempre difficile sintetizzare il mio lavoro con le parole: in pratica progetto percorsi più o meno lunghi a seconda delle situazioni, su tematiche specifiche che possono spaziare da macrotemi quali, il cibo, la moda, la natura, le correnti artistiche a ambiti specifici come la casa, un artista specifico, un popolo ecc.ecc. Questi percorsi diventano poi lavori manuali ed esperienze pratiche.
Gli utenti dei miei laboratori sono bambini, ragazzi, famiglie, docenti, formatori, educatori e tutti quelli che hanno voglia di mettersi in gioco.
Variano a seconda del luogo in cui richiedono il mio intervento. Alcuni percorsi sono pensati solo per adulti, altri solo per bambini e altri ancora per le famiglie.
I miei committenti sono scuole di ogni ordine e grado, biblioteche, librerie, quartieri.

Quanto dura l’attività che svolgi e quali sono gli obiettivi che persegui?
I laboratori hanno durata minima di 2 ore, ma possono durare anche per un anno intero. Voglio dire che tutto dipende dalla realtà che mi ospita. I progetti con le scuole si sviluppano appunto anche per mesi con appuntamenti fissi e settimanali, quelli invece che organizzo in altre realtà possono durare, purtoppo, anche per un solo incontro.

Qualche esempio di momenti che ti sono rimasti impressi durante l’esecuzione dei tuoi laboratori?
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Faccio questo lavoro da quasi dieci anni e di aneddoti ce ne sarebbero migliaia: da quella volta che un bimbo ha svuotato un intero contenitore di colla nella mia borsa a quando due bimbe durante un laboratorio sul riciclo hanno fatto a pezzi la sciarpa della maestra… ma devo dire che mi resta impressa ogni volta che durante un laboratorio un bimbo mi chiede che lavoro fai? Mi riempio di gioia perché vuol dire che sono riuscita a creare una sintonia, mi percepiscono come una di loro che non sta lavorando ma si sta divertendo con loro.
Con gli adulti invece è sempre bello quando si mettono in gioco senza pregiudizi, quando ho la percezione che colgono l’importanza del momento ludico.

Come concili la tu vita da mamma con il lavoro?
Ho un bimbo di quasi 7 mesi e nonostante non abbia praticamente mai smesso di lavorare sto ancora facendo le prove generali. Ce la metto tutta ma ammetto che senza un buon aiutante come mio marito sarebbe difficilissimo.

Come concili la tua vita di coppia con il lavoro e l’essere mamma?
Cerco di lasciare spazio per tutto e tutti, nel senso che non assolutizzo mai il mio aspetto di mamma, di professionista o moglie, cerco di esserci sempre e al meglio per tutto… se ci riesco però non posso dirvelo io!
Come ti sembra Bologna rispetto alla tematica che tratti?
Bologna è educata al mio lavoro, le famiglie sono attente, amano passare tempo con i loro bambini, le insegnanti sono curiose e per tradizione c’è una attenzione particolare all’arte intesa come mezzo attraverso il quale parlare di tutto, come chiave che apre ambiti tematici di ogni tipo.

Cosa ti piace come professionista di questa città e cosa no?
Mi piace appunto quello che ho detto sopra che però è un’arma a doppio taglio. Proprio per questi motivi infatti, l’offerta è ampissima: tutti provano a mettere su momenti laboratoriali e capisco che l’utenza faccia fatica a capire cosa sia di qualità e cosa lo sia di meno. Il rischio è quello di far fatica a riempire i laboratori e che nella giungla della città vinca il più forte… chi ha la possibilità di avere uno spazio, una visibilità a discapito appunto di chi fa tutto da solo.

Cosa ti piace come mamma di questa città e cosa no? Riferendosi a servizi offerti ad esempio.
Sono nata in un paese piccolo dove sinceramente i servizi in generale e per le neomamme in particolare sono quasi pari a zero, quindi di Bologna come mamma non ho il coraggio di lamentarmi… potrei segnalare qualcosa ma non ne ho davvero il coraggio! Molti locali sono attrezzati con fasciatoi, in Strada Maggiore ha preso vita la “via lattea” e poi la Sala Borsa… è la mia seconda casa. Parcheggi per passeggini, spazio bebè, scalda biberon, cuscino per l’allattamento, bagno riservato… devo aggiungere altro?!

Un tuo pensiero sui bambini e sulle famiglie di Bologna e Provincia!
Ormai anche noi siamo una famiglia di Bologna e il mio bimbo è un bimbo di Bologna… che dire? Forse la vera forza di questa città continua a essere questo mix di regioni che qui si incontrano, si mischiano e quindi sintetizzano a Bologna le tradizioni di un Paese intero. Io per ora mi limito a ringraziare le famiglie e i bambini perché mi seguono con tanto entusiasmo!

 

Deborah D’Alessandro è atelierista e formatrice, si occupa di didattica dell’arte svolgendo percorsi laboratoriali presso Enti, scuole, biblioteche e ovunque richiedano il suo intervento.
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