BOLOGNA E MENSE: NUOVO SCIOPERO DEL PANINO VENERDI 21 NOVEMBRE

BOLOGNA E MENSE: NUOVO SCIOPERO DEL PANINO VENERDI 21 NOVEMBRE

BOLOGNA E MENSE: NUOVO SCIOPERO DEL PANINO VENERDI 21 NOVEMBRE

Questa mensa non ci piace!

L’osservatorio cittadino mense scolastiche ha indetto per Venerdì 21 novembre un nuovo sciopero del panino.

Il 5 maggio scorso, la grande mobilitazione in occasione del primo sciopero del panino, ha indotto l’amministrazione comunale ad aprire un dialogo coi genitori. Dopo una serie di promesse fatte all’indomani dello sciopero, però, i cambiamenti sono stati pochi.

Nell’articolo citato nella fonte sono segnalati l’elenco degli impegni presi dall’amministrazione comunale all’indomani della mobilitazione del 5 maggio scorso e che, a parere dei genitori dell’Osservatorio Mense, sono stati puntualmente disattesi:

1. Rispetto della LR 29/2002 che richiede che il 70% delle materie prime sia biologico (ora portata al 100% con delibera regionale n. 140 del 24 sett.2013).

NON RISPETTATO – Ora siamo al 50%.

2. Limite agli utili di Seribo in modo che i soldi pagati dalla famiglie non vadano a remunerare in maniera spropositata la società partecipata Seribo che deve innanzitutto assolvere a una funzione pubblica (fornire pasti di qualità ai bambini a prezzi accessibili per le famiglie).

NON RISPETTATO Smentito un mese dopo lo sciopero del 5 maggio (17 giugno).

3. Completa eliminazione della plastica dalla mensa scolastica.

NON RISPETTATO Tuttora diverse scuole primarie hanno ancora piatti di plastica e nessuna scuola materna ha ancora i piatti di ceramica. Tutti i pasti delle diete speciali per motivi medici e etici hanno ancora la plastica.

4.  Totale trasparenza e accesso ai dati e alle schede tecniche degli alimenti.

NON RISPETTATO Non abbiamo ancora la scheda tecnica dei piatti di plastica su cui i bambini hanno mangiato per più di 10 anni. Nonostante le nostre ripetute richieste e accesso agli atti all’Ammnistrazione comunale non ci ha ancora fornito i dati analitici che spieghino la composizione delle tariffe e il presidente Giovanni Xilo di Seribo si è rifiutato di fornirci i bilanci analitici della società.

5.  Sperimentazione dell’applicazione del principio della clausola di salvaguardia che permetta a una scuola di sperimentare altre forme di fornitura pasti.

NON RISPETTATO  Il Sindaco Virginio Merola ha ritrattato questa concessione un mese dopo (17 giugno 2014) nel corso dell’incontro con i Presidenti dei Consigli di Istituto.

6. Restituzione dei soldi pagati indebitamente dalle famiglie con il nuovo sistema sperimentale di tariffazione a consumo.

NON RISPETTATO Non sappiamo nulla di quando, come e se si farà.

7. Accantonamento utili Seribo 2013. A fronte della spropositata quantità di utili prodotta da Seribo negli ultimi anni, l’utile del 2013 non deve essere spartito tra i soci ma essere finalizzato all’investimento per la costruzione del nuovo centro pasti.

NON RISPETTATO Seribo ha prodotto nel bilancio 2013 1,5 milioni di euro. Al momento l’assemblea dei soci non ha deliberato per investire questi utili.

8. Modifica del regolamento comunale delle commissioni mense. Attribuire maggiore potere di vigilanza e controllo ai genitori sul servizio di refezione scolastica in breve tempo.

NON RISPETTATO Al momento nessuna delibera è stata fatta per modificare il regolamento comunale delle commissioni mensa.

L’Osservatorio Mense dichiara che non è più sufficiente che il Sindaco Virginio Merola risponda che “lo farà”.

Con la mobilitazione del 21 novembre i genitori chiedono:

1) TARIFFE PIÙ BASSE

Il sistema tariffario del futuro dovrà essere pesantemente rivisto: dovrebbe diventare a consumo puro e non superare i 5,32 € (ad oggi effettivo costo del pasto per il Comune). Saremo soddisfatti solo se vedremo la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale che porti all’ordine del giorno la delibera sulle nuove tariffe così come indicato.

2) RESTITUZIONE CREDITO DELLE FAMIGLIE DI 5,6 MILION DA PARTE DEI SOCI PRIVATI DI SERIBO (CAMST E ELIOR)

Ai soci privati ed in particolare a CAMST, una delle Cooperative sociali che maggiormente hanno influenzato la storia del lavoro e dello sviluppo della città di Bologna, non di riscuotere ma di restituire ai genitori dei bambini bolognesi e alla città intera quei profitti che dovevano essere investiti fin dall’inizio nella costruzione dei nuovi centri pasti. La società cooperativa ha sempre dichiarato di voler agire sul mercato senza fini di lucro individuale. Ribadiamo che, su questo fronte, saremo soddisfatti solo se vedremo il Comune uscire dall’assemblea dei soci del 18 novembre con un assegno da 5,6 milioni di euro a titolo di risarcimento per mancati investimenti: a tanto ammonta il credito della città e delle famiglie.

3) NUOVO CONTRATTO CON SIGNIFICATIVO MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO TALE DA INCLUDERE IL NOSTRO DOCUMENTO DI CAPITOLATO “LA MENSA CHE VORREMMO”

(menù migliori, più biologico, più controlli e partecipazione nella gestione da parte dei genitori). I tempi per bandire la gara sono ormai strettissimi e la questione con i soci privati va risolta nel più breve tempo possibile senza perdite di denaro pubblico. E poi vogliamo vedere un serio bando di gara, che apra alla concorrenza e imponga elevati livelli di qualità.

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