Bologna F. C. senza barriere: calciando la Dis-Abilità

Bologna F. C. senza barriere: calciando la Dis-Abilità

Bologna F. C. senza barriere: calciando la Dis-Abilità

 “Vogliamo aiutare le famiglie che non avrebbero mai pensato di portare in campo i figli. Ma il valore dello stare insieme va oltre il calcio”.

Lo racconta l’allenatore Giovanni Grassi, ideatore del progetto  Bologna Fc senza barriere che utilizza lo sport come strumento per l’inclusione sociale. 

Patrocinata da Aiac, l’associazione italiana allenatori di calcio, non fanno partite e tornei e la fascia d’età è molto elastica. Può capitare che si allenino insieme un bambino di 4 anni con autismo e un ragazzo di più di vent’anni con sindrome di Down.

Oggi sono impegnati 15 volontari fra allenatori, educatori e altri collaboratori. “Stiamo osservando miglioramenti nei ragazzi autistici. Migliorano le relazioni, c’è anche qualche litigio che va oltre la disabilità”. Al centro sportivo Barca arriva anche un ragazzo da Porretta Terme, perché i genitori sono disponibili a fare un sacrificio se può dare qualche beneficio ai figli e all’intera famiglia. Aprire a questi ragazzi loro l’opportunità di allenarsi in una scuola calcio significa fargli sperimentare “il rispetto delle regole, il rispetto reciproco, abituarli a lavorare, a raccogliere l’attrezzatura, oltre che a farli sentire dei veri giocatori”.

Le attività si svolgono a Bologna e a Castel San Pietro Terme. Queste le sedi:
Bologna: centro Sportivo Barca, via Raffaello Sanzio 6 (info: Gabriele Macciantelli 348 7269658) il martedì e il giovedì dalle ore 16.30 alle 18.00.
Castel San Pietro Terme: Centro Sportivo Casatorre, viale delle Terme 740 (info: Giovanni Grassi 338 4691853) il lunedì e il giovedì dalle ore 17.00 alle 18.30.

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