BOLOGNA: CENA ROMANTICA CON SUSHI STASERA? SÌ AMORE, MA SE POI STIAMO MALE?

BOLOGNA: CENA ROMANTICA CON SUSHI STASERA? SÌ AMORE, MA SE POI STIAMO MALE?

BOLOGNA: CENA ROMANTICA CON SUSHI STASERA? SÌ AMORE, MA SE POI STIAMO MALE?

Stasera SUSHI? Ma sì, perché no? Dove andiamo a mangiarlo? A Bologna è pieno di locali però secondo me… boh… e se poi stiamo male perché non usano materie prime di qualità?
Pietanze esotiche come kebab e sushi sono ormai parte della nostra vita quotidiana essendo considerate soluzioni facili per una cena veloce, in alcuni casi economica, o un pranzo di lavoro. A fronte di questo crescente successo gli esercizi si moltiplicano, anche se periodicamente c’è chi lancia allarmi sui potenziali rischi collegati al cibo “straniero”.

Cari genitori del territorio per noi una soluzione sicura viene dalla nostra AZIENDA USL BOLOGNA!
È stata infatti lanciata una iniziativa – di cui si è da poco completata la prima fase – che mira a valutarne la sicurezza, e ad aiutare i gestori di kebab e sushi a garantire la qualità dei loro prodotti.

I risultati ottenuti sono tutto sommato rassicuranti, specialmente per quanto riguarda il kebab: sono stati effettuati controlli in 60 punti vendita per quanto riguarda l’igiene, le modalità di conservazione e preparazione degli alimenti e la formazione del personale. «La maggior parte del kebab venduto in Italia arriva congelato dalla Germania, ma ci sono anche aziende italiane e greche», spiega Emilia Guberti, direttore del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ausl. Le indagini condotte per accertare la presenza dei batteri più comuni hanno dato esito negativo, e così anche i controlli sulla presenza di antibiotici o altri residui di farmaci vietati. Anche la valutazione sulle procedure utilizzate per la preparazione di insalate o salse, e sull’igiene degli strumenti, ha dato risultati soddisfacenti.

Un po’ diversa la situazione per il sushi dato che la maggior parte dei locali che lo offrono – 35 sui 40 esaminati – è gestita da cinesi che propongono questa specialità giapponese perché gradita ai clienti. L’indagine, partita nel 2012, ha evidenziato che la maggior parte dei problemi derivava dal cattivo uso dell’abbattitore di temperatura, richiesto dalla legge nei casi in cui si intenda servire pesce crudo, perché permette di eliminare eventuali larve di Anisakis. In alcuni casi si trattava di apparecchi inadeguati o usati in modo improprio, mentre in altri non si era tenuto conto delle caratteristiche del prodotto. Anche in questo caso, gli operatori dell’Ausl si sono attivati per aiutare i gestori dei locali ad adottare procedure corrette, «garantite le quali – conclude Guberti – è stato possibile continuare la somministrazione in sicurezza».

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