Bando sulla vendita di Energy drink ai minori di 18 anni: in Lituania è già legge. E da noi?

Bando sulla vendita di Energy drink ai minori di 18 anni: in Lituania è già legge. E da noi?

Bando sulla vendita di Energy drink ai minori di 18 anni: in Lituania è già legge. E da noi?

Un vero bando sulla vendita di Energy drink ai minori di 18 anni: questa la proposta shock della Lituania, già divenuta legge la scorsa settimana. E’ il primo paese al mondo a introdurre tali restrizioni.

La Lituania prende atto dei dati diffusi dall’Autorità Europea Sicurezza Alimentare (Efsa) l’anno scorso: un 68% di adolescenti tra i 10 ed i 18 anni beve energy drink abitualmente. Gli Energy drink sono bevande contenenti intanto un elevato livello di caffeina, e poi sostanze come vitamine, aminoacidi e erbe-che in sinergia dovrebbero-in base alle promesse di marketing-migliorare le performance cognitive e mentali, ma anche sportive.

Un primo problema evidenziato nel tempo, riguardava il fatto che il marketing- spesso aggressivo- di molte aziende del settore ha come target non solo gli adulti, ma anche i giovanissimi – con problemi sia di sopportazione tossicologica di alcuni attivi (come la caffeina) sia di risposta comportamentale indotta (eccitazione). Uno dei maggiori problemi degli energy drink riguarda però la loro associazione con alcolici.

In base alla letteratura scientifica anche quantità ridotte di caffeina- pari ad una tazzina di caffè, 50 mg– in soggetti sensibili possono causare palpitazioni, tachicardia, insieme ad altri effetti. A dosi maggiori, la caffeina provoca ipertensione, carente risposta all’insulina e diabete, fino all’arresto cardiaco.

Il vero problema sarebbe dovuto alla facilità di bere gli energy drinks rispetto al caffè: sia per la temperatura (il caffè caldo viene bevuto più lentamente, con una metabolizzazione altrettanto lenta della caffeina); sia per il marketing estensivo in particolare, riferito allo sport e attività fisiche impegnative, che in caso di consumi elevati, e in soggetti sensibili o predisposti, porterebbero a problemi cardiaci  anche gravi.

Questo interessante articolo riporta inoltre dati allarmanti del neonato fenomeno del “binge drinking”, ovvero la sbornia del sabato sera. Accade sempre più frequentemente infatti che- sebbene in molti paesi UE i dati di consumo complessivo del vino a pasto calino, aumentino di pari grado i fenomeni di bevute compulsive durante il week end, fuori pasto (spesso in discoteca). Gli energy drink in tutto questo avrebbero un ruolo facilitatore: diminuendo infatti la sensazione di stanchezza o i sintomi apparenti della sbornia, darebbero una falsa impressione di lucidità- favorendo comportamenti a rischio (come guidare ubriachi).

La normativa UE

La normativa UE dal 2004 prevede informazioni in etichetta per gli energy drink con almeno 150 mg al litro di caffeina. Tale previsione è stata recuperata entro il regolamento 1169/2011 dell’Unione. Inoltre, dal 13 dicembre prossimo sarà obbligatorio indicare in etichetta -“Elevato contenuto di caffeina- non raccomandato per bambini o donne incinta o che allattano”, accompagnato dall’indicazione della quantità.

 

 

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