A Bologna, il counselor come risorsa per aiutare la famiglia

A Bologna, il counselor come risorsa per aiutare la famiglia

A Bologna, il counselor come risorsa per aiutare la famiglia

DireFareAggregare vi presenta le professionalità del nostro territorio rivolte al mondo della genitorialità.

Oggi parliamo della figura del Counselor.

 Mamme e papà sapete chi è e di cosa si occupa? Sapete a Bologna a chi rivolgervi ? Noi oggi vi presentiamo ed intervistiamo Federica Benassi.

 

 

DFA: Chi è il counselor?

F.B: Il counselor è un esperto di comunicazione e relazione che lavora sulla prevenzione e sul benessere. Aiuta le persone a superare momenti di difficoltà potenziando le loro risorse interne, aiutandoli a ritrovare dentro, il loro talento, le loro doti, i loro punti di forza, per affrontare un periodo di crisi. Si parte dal presupposto che gli individui abbiano dentro di loro gli strumenti per aiutarsi, ma a volte non riescono a vederli. Il counselor aiuta ad aiutarsi, ad affrontare un momento di difficoltà, con le proprie forze e secondo le proprie risorse.

A differenza di altre professioni, non fa diagnosi, non ristruttura la personalità, non cura, ma si prende cura. Infatti il counselor non ha pazienti ma clienti. Inoltre è un percorso normalmente breve. A volte sono sufficienti 4 o 6 incontri. Ciò è un aspetto molto importante perché oggi le persone non riescono a dedicare molto tempo a se stesse e sono, per ovvi motivi, impaurite dai costi.

 

DFA: Come un counselor può aiutare la famiglia?

 F.B. Il ruolo del counselor è quello di accompagnare la famiglia ad affrontare le sue difficoltà, i suoi conflitti;  ad esternare i disagi che rischiano di compromettere le relazioni al suo interno. È un valido sostegno sia per i genitori che per i figli. Aiuta a migliorare la comunicazione che spesso si è interrotta fra loro (problema spesso evidenziato con gli adolescenti), aiuta i genitori a riflettere su dubbi e paure riguardanti la crescita dei figli per chiarire, approfondire e migliorare il proprio stile educativo (a volte i genitori si sentono “impreparati per questo ruolo”).

 

DFA: Come può aiutare un bambino?

F.B. Il malessere di un bambino crea sofferenza nei genitori che, di conseguenza, spesso,  perdono la capacità di vedere lucidamente la situazione e di individuare una possibilità di cambiamento. Il counselor potrà aiutare un bambino attraverso la collaborazione con i genitori, prestando attenzione alle relazioni e al collegamento fra queste e il problema. Portando così al cambiamento.

benassi2

DFA: Perché hai scelto di diventare counselor?

F.B. La scelta di diventare counselor sistemico familiare è maturata grazie ad un’esperienza ventennale (come imprenditrice) a stretto contatto con le famiglie e soprattutto con le loro problematiche, presso il Baby Club la Torta in Cielo (innovativo spazio multifunzionale per bambini).

Facendo tesoro di questa esperienza, e appassionata di comunicazione, dedico gran parte della mia energia all’attività di counseling individuale, di coppia e familiare, e lo faccio con profonda passione mettendo insieme tutte le mie conoscenze e le mie esperienze professionali e umane, per il benessere delle persone. Attivo da anni percorsi di crescita per genitori, fornendo stimoli per riflettere sulla propria funzione educativa, aiutandoli a risolvere i problemi di relazione con i propri figli rendendo la comunicazione più efficace e funzionale. Questi percorsi si propongono di sostenere la famiglia e il suo benessere, favorendo l’incontro e il confronto fra genitori.

Ho inoltre una consolidata esperienza nel condurre gruppi di crescita per adolescenti, con l’obiettivo di rinforzare la loro autostima, trovare nuove strategie per migliorare l’andamento scolastico, agevolare le relazioni studente-insegnante-genitore, migliorare la comunicazione.

DFA: A Bologna secondo il tuo parere professionale cosa non è più presente? Parliamo dei servizi socio assistenziali dedicati alla famiglia. Rispetto al passato in questa città a nostro parere si è perso tanto in termini di sostegno e aiuto. E’ così anche per te?  

I tempi sono cambiati, sfortunatamente viviamo in un momento storico culturale in cui è molto scarso il supporto sociale, e ahimè le risorse economiche si sono dileguate. L’ambito socio-assistenziale riguarda le famiglie in difficoltà.  A Bologna ora, se ne occupano i quartieri, dove rispetto al passato, scarseggiano i progetti, sono diminuite le ore degli assistenti sociali e degli educatori. Questo è molto penalizzante.

DFA: Come impatta la vita accelerata che fanno le famiglie sui figli? E le tecnologie che effetto hanno su di loro? Insomma la vita moderna ha “colpe”?

F.B. Come mai la tendenza dilagante oggi è di trovare il nostro personalissimo capro espiatorio per giustificare problemi o risultati negativi nelle nostre relazioni, in famiglia e nella società? Avete notato con quanta facilità si giustificano i problemi relazionali con i figli nascondendosi dietro al paravento dello stress, dei ritmi frenetici? Quasi fosse qualcosa a cui non possiamo sottrarci, una cosa più forte di noi. In realtà facciamo lo stesso in molti altri aspetti della nostra vita. Se qualcosa non va per il verso giusto è perché siamo vittime di qualcos’altro, della crisi, dello stress o anche solo del tempo. L’importante è che non dipenda da noi. La vita moderna ha colpe? Beh, io credo di no. Nella misura in cui noi permettiamo, o meno, che la vita moderna gestisca il nostro stato d’animo. Da quando esiste l’uomo, i padri e le madri hanno sempre passato la maggior parte del tempo lavorando per il “sostentamento” della famiglia. I figli, dalla notte dei tempi sono cresciuti convivendo con questa realtà. Perché oggi dovrebbe essere diverso?

L’importante è diventare coscienti che quello che conta è la qualità del tempo dedicato ai figli. Meglio poco tempo di altissima qualità che moltissimo tempo sprecato nel nulla.

Pare una banalità, ma non lo è. Impariamo ad ascoltare i figli in modo empatico quando è importante farlo e quando possiamo farlo.

E per lo stress che fare? Impariamo a gestirlo, per il benessere nostro e dei figli, e di conseguenza di tutta la famiglia.

Inoltre non dobbiamo temere le tecnologie, se usate correttamente diventano un grande aiuto, sia per i genitori che per i figli. Tecnologia può essere sinonimo di cultura, di informazione, e alla portata di tutti.

 

DFA: Cosa consiglio ai genitori di Bologna?

F.B. Essere ottimisti, eliminare l’ansia, non pretendere troppo dai figli, e neanche da se stessi. E iniziare a vedere il bello in tutte le cose che abbiamo intorno, anche quelle più piccole. Sembra un consiglio semplice e banale ma pensare positivo è una scelta, la nostra.

benassi

 

Come contattare Federica Benassi:

Link e contatti: www.counselorbologna.com

Pagina fb: parliamo di counseling con Federica Benassi

Email: federica.benassi07@gmail.com

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *