A Bologna c’è “OZ”: l’urban park indoor più grande d’Italia

A Bologna c’è “OZ”: l’urban park indoor più grande d’Italia

A Bologna c’è “OZ”: l’urban park indoor più grande d’Italia

L’urban park indoor più grande e frequentato d’Italia e fra i più importanti d’Europa si trova a Bologna. Lo sapevi?

In Europa è famoso, si chiama Oz, prima conosciuto sotto il nome di Senza Filtro, si trova in via Stalingrado 59

Offre corsi e servizi anche a ragazzi e famiglie: parkour, free climbing, museo del Flipper, associazioni libere impegnate sui diritti delle persone, la crew di writer Blq (che lì ha realizzato pezzi su enormi pareti). Il tutto nato in un ex stabilimento industriale abbandonato e quindi fonte di degrado, rilevato e bonificato nel 2012.

Questo bellissimo spazio potrebbe non esserci più a breve. Lo stabile in cui opera è infatti stato acquistato a un’asta. Sulla probabile uscita di scena di questa esperienza dal forte valore sociale e fortemente apprezzata dai cittadini, il Comune di Bologna ha aperto un tavolo con Unipol per trattare tempi e modalità di uscita della realtà presente.
Questo spazio è stato infatti preso all’asta per 3,1 milioni da una partecipata al 100% di Unipol.

Aggiornamento 18 maggio

Fumata nera per Oz, lo spazio per giovani dovrà fare i pacchi. Niente da fare per Oz, ragazzi e ragazze dovranno lasciare l’immobile entro 10 giorni, stando almeno a quanto notificato ai gestori dell’Urban Park.

Ciò nonostante, l’appello a fare qualcosa viene rinnovato, e la settimana prossima sono in cantiere delle iniziative itineranti per salvare uno spazio da 5mila tesserati e 12mila metri quadri di sport urbani.

“Chiediamo il sostegno delle associazioni bolognesi perché la nostra esperienza non muoia. Facciamo appello ai gruppi consiliari del Comune di Bologna​, della Regione Emilia Romagna​ e ai parlamentari di Bologna​ perché prendano posizione contro questa inaccettabile arroganza. Chiediamo al Coni, all’AICS e agli altri Enti di promozione sportiva di​ ​ condividere la nostra indignazione. Chiediamo ai media di raccontare la nostra storia. Chiediamo alle realtà autogestite​, ​ai centri sociali​, alle cittadine e ​ ​ai cittadini di ogni età ​di uscire per strada con noi. Ma soprattutto chiediamo ​al sindaco Merola, all’assessore Lepore, a​ tutta la​ Giunta ​e al Quartiere S. Donato – S. Vitale​ di aiutarci a trovare uno spazio alternativo, di aprire gli occhi, di n​o​n perdere tempo e di non assecondare​ l’ipocrisia. ​Perché migliaia di ragazzi e tantissimi progetti sociali attivati nello spazio Oz dal Comune di Bologna non vengano dimenticati”.

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